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 225° Anniversario dell'incoronazione della Madonna della Civita

 

 

 

                     

 

 

 

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Momenti di vita quotidiana vissuti e narrati in occasione del 225° Anniversario dell’incoronazione della Madonna della Civita.

 Il 2002 è stato caratterizzato da una ricorrenza che gli itrani aspettavano da venticinque anni: la discesa dell’Immagine miracolosa dal Santuario.

 Ho seguito giornalmente tutti gli avvenimenti pubblicando le notizie sul questo sito  o su giornali. Momenti narrati con rigore, da tramandare, quale memoria storica, a coloro che in futuro rivivranno le emozioni di una nuova discesa. Personalmente sono stato presente a tre di queste “discese” : quella del 1952, tenuto per mano da mio padre, del 1977 organizzando il Bicentenario e del 2002, fedele tra i fedeli, raccogliendo e descrivendo emozioni e sensazioni di quanto accadeva… consentitemi di non porre limiti alla “Divina Provvidenza”! 

 

                                    225° Anniversario della prima Incoronazione

      della Madonna della Civita (20 luglio 1777)

 

 

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Un giorno da tramandare

14 luglio 2002 - È stata quella di oggi, la prima giornata importante di questo 225° anniversario della prima Incoronazione della Civita. Una moltitudine di popolo, proveniente dai paesi del sud pontino e del frusinate, ha raggiunto il Santuario della Civita per tributare alla Vergine un commosso arrivederci nel momento in cui, dopo 25 anni, ha lasciato la Sua casa, per scendere nella Sua Itri. Dopo la cerimonia religiosa, officiata dal Provinciale dei Passionisti Padre Stanislao Renzi, nello spiazzale del Santuario, non potendo la chiesa ospitare tutti i presenti, i fedeli in preghiera hanno seguito l’immagine sacra portata a spalla dai collaboratori del santuario ai quali si sono sostituiti a turno, altri fedeli lungo il tracciato di montagna. Il Rettore Padre Renato Santilli, con altri religiosi, apriva il corteo che,con il calar della sera, si è fatto suggestivo appena sono state accese le fiaccole, portate dai fedeli, assorti in preghiera . Molte persone si sono fermate lungo i tornanti della provinciale per il Santuario, per vedere la processione che si snodava lungo i fianchi della collina. A tratti si udivano i tradizionali canti di invocazione e di preghiera che si diffondevano per la valle. In località Raino una folla immensa era in attesa dell’arrivo della Sacra immagine. Si è così formato un corteo che ha occupato tutto la distanza che separa Itri da loc. Raino. Una nota di colore era data da abitanti di Itri che per l’occasione, hanno indossato i tradizionali costumi locali e fanciulle vestite da angeli che hanno scortato il quadro della Vergine. La folla era così tanta che l’Immagine è giunta a Itri solo verso le 23,00. Ben due ore per percorrere appena 2 Km. La concelebrazione Eucaristica (prevista per le ore 21,30), è stata officiata solo alle 23,00, da Don Antonio De Meo, Vicario Generale della Diocesi di Gaeta, dal clero di Itri e dal Rettore Santilli. La schola cantorum ha accompagnato con i rituali canti la S. Messa; molta commozione durante l’esecuzione di una dolcissima Ave Maria, cantata dal coro di voci bianche. Al termine tra canti e invocazioni di grazie, l’Immagine della Madonna è stata collocata nella chiesa di S. M. Maggiore sull’apposito piedistallo riccamente addobbato. (Pubblicato dal quotidiano” L’Avvenire” s.d.il 17 luglio 2002).

 

 

21 luglio 2002 - 225 anni, tanti sono quelli trascorsi dalla prima “Incoronazione” della Vergine della Civita. E Itri ha voluto ricordare quel giorno nel migliore dei modi. Sacro e profano, un misto di sentimenti che da sempre fa di questa ricorrenza, un appuntamento per migliaia di persone che giungono a Itri dai paesi limitrofi. E la presenza a Itri del quadro miracoloso muove masse di popolo che prima ancora del ludico, rivolge il pensiero alla Madonna della Civita facendole visita nella Sua casa, in S. Maria Maggiore.

A quel doveroso omaggio a cui, nessuno si sottrae di questa giornata, fa seguito il partecipare e condividere con parenti e amici i rituali della “Festa”. E il rito si è degnamente concluso, oltre la mezzanotte, con uno spettacolo pirotecnico di elevate qualità spettacolari, degno della migliore tradizione. Preceduto da un concerto lirico sinfonico che mai ad Itri è stato dato assistere. La Grande Orchestra Filarmonica Russa, diretta dal Maestro Massimo Gualtieri, il Coro “della pace” di Terni ed i quattro solisti Teresa Colucci - soprano, del Teatro S. Carlo di Napoli, Eduard Semenov - tenore, Antonio Sarnelli de Sylva - baritono e del mezzosoprano Oxana Kornievskaia (una splendida Rosina) hanno per circa tre ore riproposto, alle oltre mille persone presenti, celebri arie e sinfonie di Rossini, Puccini, Verdi, Borodin e Bellini, deliziandole. Il contorno non è stato da meno, mostre fotografiche di vario genere, di pittura e di ceramica d’arte, hanno registrato la presenza di molti visitatori. La giornata aperta con riti religiosi e l’esposizione in processione del quadro della Madonna della Civita, di certo, il momento più significativo di questa giornata, sarà ricordata e tramandata come tradizione vuole, dagli itrani ai propri figli. Intanto al Santuario, si svolgeva una concelebrazione Eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Gaeta, mons. Pierluigi Mazzoni, a cui il popolo dei fedeli non ha fatto mancare la propria presenza, nonostante la mancanza dell’Immagine della Civita, si è registrata un’affluenza maggiore che negli anni passati. È la tradizione. Mille anni di fede Mariana e devozione verso un Santuario ed un quadro, la cui dolcissima immagine, è impressa nel cuore della gente di Itri.

 

 

 

Cronaca di un Avvenimento                           

Mentre il sole si tuffava creando mille riflessi dorati tra le dolci colline della terra itrana, in lontananza, ampliati dall’eco della valle, giungevano appena percettibili, i canti melodiosi e ritmati che centinaia di devoti alzavano al cielo in onore della Vergine Maria.

Canti dolcissimi di antica memoria che parlano di una icona giunta da lontano. Così la chiamarono mille anni fa i primi devoti che videro l’Icona che, con fatture diverse, è giunta sino a noi, ma che da allora fu per tutti la Madonna “Bruna” della Civita di “Costantinopoli”.

Era il 14 luglio del 2002. Scendeva, la sacra Immagine della Civita, portata a spalla con premura, a turno, lungo l’antico accidentato percorso che Pio IX fece a dorso di cavallo nel lontano 1849.

1902-2002, non è un centenario. Nel 1902 il primo 25° festeggiato con la Civita, portata dal popolo di Itri a spalla; e con quello di quest’anno, 225° Anniversario della prima incoronazione, sono cinque le ricorrenze per cui la sacra Immagine scende, dal Suo trono, per incontrare i suoi figli. Cento anni erano tanti, venticinque giusti, per ricordare quel lontano 21 luglio del 1527. Per vedere attraversare ogni angolo del paese dalla Madonna.

Si tramanda il popolo che quando la tetra maligna caligine si dissipò, ponendo fine alla peste che imperversava a Itri, per Sua intercessione, presso il Suo Divin Figlio, nasceva l’omaggio alla Vergine Maria della Civita dedicandole questo giorno per la grazia ricevuta.

E la Sua “festa” era iniziata proprio nella Sua casa. Il Santuario della Civita. Luogo di preghiera a Lei dedicato, un’oasi di pace, tra Cielo e terra; meta nei secoli di santi e beati, di potenti e di semplici devoti, in ginocchio davanti a Lei a implorare grazie celesti.

Proprio così ha avuto inizio questo 225° anniversario, come si conviene. All’apparire in cima al grande scalone che porta in Piazzale Don Lidio Borgese, un popolo festante, venuto a prenderLa per averLa dieci giorni a Itri, è esploso in un fragoroso applauso. Accompagnata da canti a Lei dedicati nel corso dei secoli, dopo un breve percorso, è stata posta alla destra dell’altare allestito all’aperto. Il Superiore Provinciale P. Stanislao Renzi, Passionista, con il Rettore P. Renato Santilli ed altri confratelli, ha officiato la celebrazione Eucaristica. E la madre di Dio, è stata al centro dell’omelia rivolta alle oltre mille persone che assiepavano il piazzale; l’obbedienza dell’Umile Ancella, disegno di Dio per la redenzione dell’uomo, attraverso Suo figlio Gesù. La benedizione a quei figli venuti a prendere la madre di tutti, detta della Civita, concludeva una cerimonia attesa da venticinque anni.

Indescrivibile e neppure quantificabile la marea di persone accorse in località Raino per incontrare la sacra Immagine. Il programma, predisposto dal comitato e autorità religiose di Itri, con dovizia, è stato completamente stravolto. La concelebrazione Eucaristica prevista per le ventuno è slittata alle ventitré.

Due ore per percorrere un chilometro o poco più. Fanciulle vestite da angeli, costumi antichi di Itri indossati da bambini ed anziani, un cavaliere in uniforme d’epoca, che apriva il corteo, il variopinto e numeroso gruppo di emigranti, giunti per l’occasione dagli Usa, bandierine canadesi sventolate in modo festante dagli itrani di Toronto, scortavano l’Immagine, posta su un trono ricolmo di fiori. Al seguito, il Sindaco di Itri, Giovanni Agresti, Paolo Zannella rappresentante il comune di Campodimele, componenti la giunta e consiglieri comunali di Itri, il comandante la Stazione dei CC. Bigliotti e numeroso popolo.

Il Rettore Santilli, simbolicamente, consegnava nelle mani del primo cittadino di Itri, l’Immagine della Madonna della Civita (foto 29). Un gesto non privo di significati. E la mente corre lontano nel tempo, a quella bolla che il Vescovo mons. Patrizi nel 1491 emanò…Praecipue ducti precibus universitatis et hominum terrae Itri così, il Vescovo di Gaeta, riconosceva a Itri e alla sua gente di essere i fondatori e patroni del Santuario. E la tradizione, pur alla luce di nuove norme, è stata rispettata. Fiaccole e canti hanno illuminato quel cammino di fede che da Raino conduce in Piazza Incoronazione, proprio in quel luogo dove 125 anni fa, Lei, veniva solennemente incoronata.

La solenne concelebrazione Eucaristica dell’arrivo, è stata officiata da Don Antonio De Meo, Vicario Generale della Diocesi di Gaeta, dal clero di Itri e dal Rettore Santilli. L’omelia veniva incentrata sulla figura di Maria, immagine sublime di obbedienza e agli avvenimenti che per tradizione vengono tramandati da mille anni sull’Immagine della Civita. La “schola cantorum” di S. Maria Maggiore ha accompagnato con i rituali canti la S. Messa; attimi di commozione durante l’esecuzione di una dolcissima Ave Maria, cantata dal coro di voci bianche. Al termine tra canti e invocazioni di grazie, la sacra Icona è stata collocata nella chiesa di S. M. Maggiore sull’apposito trono riccamente addobbato.

Tutto questo avveniva il 14 luglio. Nei giorni che seguirono, l’incontro serale con mamme, vedove e vedovi, anziani e giovani. Il 19 luglio che tradizionalmente è l’antivigilia dell’appuntamento annuale, una giornata dedicata agli ammalati con visita e comunione agli infermi. Dedicati poi, due giorni ai giovani di Cresima prima e di Comunione dopo. Due appuntamenti con la Vergine, non privi di significato.

E il giorno 20 luglio l’Immagine della Madonna della Civita inizia il suo lungo cammino per le vie della “Sua” Itri che percorrerà sia il giorno 21 che il 22 con itinerari diversi. Questi gli aspetti sacri che coordinati da P. Angelo Di Battista, hanno caratterizzato questo grande appuntamento di fede per la terra d’Itri. Migliaia di fedeli affluiti da ogni parte. Ci ha colpito la presenza di tanti emigranti USA e del Canada in particolare, venuti per incontrare la Madre di Dio, un atto di affezione verso la Civita e il Suo Santuario.

E l’aspetto ludico che ha intrattenuto i tanti visitatori richiamati dall’avvenimento, è stato di qualità elevata. Un concerto bandistico il giorno 29 giugno, di fatto, aveva aperto i festeggiamenti del 225° anniversario della prima Incoronazione. Un convegno Mariano, presieduto dal Cardinale Sebastiani, con la presenza di Don L. Ciotti e Padre Giuseppe Comparelli, Passionista, organizzato dall’Associazione Maria SS.ma della Civita, presieduta da Orazio La Rocca, si è tenuto il 30 giugno. Giorno in cui è avvenuto l’esposizione del nuovo quadro in Piazza Incoronazione, opera del pittore Francesco Paolo Stravato.

Giornate di musica di vario genere, manifestazioni con gruppi folkloristici di nazionalità diverse; mostre di fotografie su Itri e sulla Madonna della Civita; questa allestita in S. Maria Maggiore dal Comitato M.SS della Civita, con foto di grande interesse per la varietà di immagini che raffiguravano la “Civita” e manifestazioni ad esse collegate in oltre cento anni di vita, mostra che avrà un seguito nei prossimi anni. Interessante la mostra di ceramica d’arte. Lo sport non è mancato, con un torneo di tennis e calcetto. Il Comitato, che ha ben operato, presieduto dall’ins. Mario Petrillo, ha offerto agli appassionati di lirica e di musica leggera, due splendide serate. Il concerto lirico sinfonico tenuto dalla Grande Orchestra Filarmonica Russa diretta dal Maestro Massimo Gualtieri ha deliziato un pubblico da grande occasioni, con esecuzioni vocali e strumentali notevoli. Il cantautore Luca Barbarossa, il giorno successivo ha tenuto un “recital” con i brani del suo repertorio che sin dall’esordio lo hanno posto tra i talenti della musica leggera italiana. Fuochi artificiali di grande qualità per colori e intensità, degni della tradizione dei maestri artificieri italiani. Non sono mancate una miriade di piccole, lodevoli, iniziative nell’ambito dei festeggiamenti stessi.

Si poteva pensare che stante l’Immagine sacra a Itri la funzione del Santuario passasse in secondo piano. Ma non è stato così, anzi. È stata tale e tanta l’affluenza, come abbiamo potuto constatare, da superare qualsiasi previsione. Il 21 luglio una solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo di Gaeta mons. Pierluigi Mazzoni, ha visto la presenza di centinaia di pellegrini e devoti dei paesi vicini. E l’incontro con la “Civita” è stato un atto di fede, per quanti vi si sono recati, pur sapendoLa momentaneamente assente, convinti che la Casa di Dio, il “Santuario”, è luogo di comunione con il soprannaturale, incontro di persone, rafforzamento degli atti di fede. Un pellegrinaggio proseguito incessantemente anche dopo i rituali dei festeggiamenti.

Migliaia di persone, così come per la discesa, hanno accompagnato, al ritorno, la sacra Immagine da Itri a loc. Raino, dopo la solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo, davanti ad una folla devota ed attenta, cui ha rivolto la sua calda parola. Una suggestiva fiaccolata con fuochi d’artificio visibili dal Santuario ha salutato la permanenza a Itri del quadro che raffigura la Madonna della Civita.

È giunta al Santuario verso le 23,00 dove centinaia di devoti attendevano, in preghiera, il Suo arrivo. Centinaia di fiaccole hanno rischiarato volti e angoli del piazzale Beato Don Guanella dove il Rettore Santilli, i collaboratori del Santuario ed i fedeli, recitando il Santo Rosario, hanno atteso, seguendo da lontano il corteo delle auto che si snodava lungo i tornanti della “Valle del Liri”.

 

La celebrazione Eucaristica, poco prima della mezzanotte, è stata officiata dal Rettore P. Renato Santilli, assistito dai confratelli del Santuario. L’omelia era incentrata su tre diverse testimonianze di devozione alla Madonna della Civita, di particolare risalto quella di un funzionario di polizia di Nettuno: un messaggio di speranza e di invocazione, il suo, perché gli uomini della terra, invochino la protezione della Vergine di Nazareth, umile ancella del Signore, madre della Chiesa.

A conclusione dell’omelia, appena un accenno, pur non esplicito, comunque recepito, ai drammatici avvenimenti che hanno ultimamente stravolto le coscienze di questa terra. Interrogativi che possono trovare risposta solo riflettendo sul modo di vivere oggigiorno di certa gioventù. Sentita, conoscendo gli interrogativi che si pose per il dramma consumatosi a Itri, poco tempo prima, l’invocazione alla Vergine, perché Maria illumini la mente di quanti, preposti all’educazione e alla crescita dei giovani, si adoperino per il loro bene. Poche parole, queste, ma dal significato profondo, facile per i presenti da capire, difficili da dimenticare.

 

I giovani, speranza del domani, oltre a coltivare le tradizioni della terra di Itri, facciano proprie, le parole che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha loro rivolto in occasione del XVII Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Toronto: a Maria Madre della Chiesa, affido ciascuno di voi, la vostra vocazione e la vostra missione.

In un momento di “Festa”, ben riuscita, priva di qualsiasi turbolenza, come ha significato, con soddisfazione, il Rettore, presenti il sindaco Giovanni Agresti, gli assessori Vincenzo Ialongo e Raffaele Mancini, il Consigliere delegato Lelio Pennacchia ed altre autorità tra cui Mario Petrillo Presidente del Comitato, l’appello alle coscienze di chi rappresenta le Istituzioni, giusto diciamo noi, perché i giovani trovino realtà diverse da quelle in cui sono immersi. Ai genitori, il compito primario di educare. Mediante il dialogo costante, capire i problemi, le angosce esistenziali che tutti i giovani, da soli, non possono né affrontare né tanto meno risolvere.

Al termine della Messa, il quadro della Madonna della Civita,è stata collocata sul Suo trono. Dotato di un nuovo vetro antiriflesso per una migliore visibilità, di cui fui ideatore ed esecutore; con il contributo operativo dei F.lli Trani marmi, e l’offerta della vetreria Antonio Lombardi, ditte entrambe di Fondi, il pomeriggio del 13 luglio, nella chiesa di S. Maria Maggiore. Era presente la Sig.na Maria Maggiacomo. “La Voce” per eccellenza di tutte le canzoni della tradizione popolare sulla Vergine e memoria storica degli avvenimenti civitani.

“O Maria, Madre di Gesù Redentore e Madre della Chiesa…” alta si levava al Cielo la preghiera di mons. Farano per bocca del Rettore Santilli, con i fedeli oranti in coro. Era la conclusione di un avvenimento che abbiamo vissuto, tutti, con grande intensità e partecipazione religiosa, personalmente apprezzando l’aspetto ludico di cui ho già ampiamente parlato.

Foto di rito delle autorità religiose e civili alla fine sull’altare maggiore. Affermazioni mai sentite, così convergenti, come in questa occasione. Tutto lascia sperare in una sempre più ampia collaborazione da parte di tutti, per il bene dei fedeli e per lo sviluppo del Santuario.

Quando tutto lasciava supporre, (visto che la mezzanotte era trascorsa da oltre un’ora) che si potesse ritornare ognuno alla propria casa, una voce, melodiosa,di una bambina, tanto piccola da non essere scorta perché coperta dall’altare, intonava “Da te Custentinopoli…”(Da te Costantinopoli) immediata la risposta dei presenti, e si levava al Cielo il più antico dei canti. Un ideale testimone veniva consegnato ai giovani, di questa terra, chiamati dagli adulti a tramandare come è avvenuto nel corso di questi mille anni, la venerazione verso la Vergine Maria che chiamarono allora della “Civita”. (Pubblicato sul Bollettino “La Madonna della Civita n° 2/2002)

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I Padri del SS. Cuori

Posta a lato sinistro di chi guarda il portico quattrocentesco dell’ingresso è visibile una nuova lapide. Quella che si trovava li, in precedenza, è stata rimossa. Viene a trovarsi proprio nel vano di un ingresso murato, tramite il quale si accedeva all’alloggio di S. Paolo della Croce nel periodo in cui soggiornò al Santuario nel 1726. Il tempo e le intemperie avevano ridotto la visibilità della lapide, trovandosi vicino al muro del piazzale, non protetta dal porticato. Sono stati i Padri dei SS. Cuori di Gesù e di Maria, fondati da Padre Errico Gaetano di Secondigliano (NA). E così hanno voluto sostituire la lapide, ed apporne una nuova con l’aggiunta di due nuovi beati dei Padri dei SS. Cuori. Un gesto di devozione verso quel sacro luogo che li vide 144 anni fa, (1858-1860) primi delle quattro congregazioni religiose che avrebbero custodito il Santuario fino ai nostri giorni. Tre autobus di confratelli, hanno trascorso l’intera giornata del 27 ottobre, tra funzioni religiose e preghiere; un avvenimento tra gli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del Santuario in questo 2002. Un legame che si rinnova nel tempo per tutti coloro che hanno la “fortuna” di salire su questo sacro monte.  

16 novembre 2002

Presentazione del volume di Padre Giovanni D’onorio De Meo

“La Madonna ed il Santuario della Civita”

 

Si è concluso positivamente, sulla “Civita”, l’incontro promosso dal Rettore P. Renato Santilli e dai confratelli, per la presentazione del volume “La Madonna ed il Santuario della Civita”, avvenuta sabato 16 novembre presso il salone convegni, alle ore 16,30. Presenti autorità civili, militari e religiose, esponenti della cultura e della stampa; l’importante avvenimento, irradiato sulle frequenze di “Radio Civita”, (ripreso da TV del Sud Pontino) ha raggiunto i moltissimi devoti che, quotidianamente, ascoltano l’emittente “civitana”

Ha aperto i lavori, S.E. l’Arcivescovo di Gaeta Pierluigi Mazzoni, ha rivolto il suo “plauso e ringraziamento” per l’opera di P. Giovanni D’Onorio De Meo, Mariologo, Orionita, apprezzandone, l’ampia raccolta dei vari aspetti di vita “civitana”. Ha esortato i presenti a riflettere sulla figura di Maria …figlia prediletta del Padre, prima discepola del figlio Gesù, tabernacolo vivente dello Spirito Santo. Ha concluso il suo intervento con una invocazione alla Madonna: continua o madre a proteggere questo tuo Santuario e ad accogliere le preghiere di quanti a te ricorreranno. Il Sindaco di Itri, Giovanni Agresti, ha portato il saluto dei cittadini e del civico consesso, presente, tra gli altri, l’Ass. alla Cultura, Raffaele Mancini.

Il Sindaco, ha partecipato ai presenti, giunti da varie città del “sud pontino” e dal “frusinate”, tra cui il Sindaco di Campodimele, gen.le Aldo Visetti, il V. Sindaco di Sperlonga, Nazzareno Ciccarelli e il cap. Visidoro Tella comandante la compagnia CC. di Gaeta, la particolare devozione e l’attaccamento del popolo “itrano” verso la Vergine della Civita. Ha reso noto l’impegno del Parco Naturale degli Aurunci (presente il Presidente Paolo Stamegna) e dell’Amministrazione Provinciale, per la realizzazione di opere strutturali di grande rilevanza per la viabilità che porta al Santuario; l’approvvigionamento idrico e per l’accesso ai disabili; un ascensore eliminerà quella barriera che, da secoli, impedisce loro l’incontro diretto con la casa di Dio e la miracolosa “Immagine”.

A presentare il libro è stato il Prof. Antonio Rungi, Passionista (1). Un richiamo alle opere di Mons. Jallonghi (1916 ) e di Padre Lombardini (1976) che hanno preceduto quella del De Meo. Ha evidenziato, l’impegno dell’autore, che, a suo dire, è riuscito pur nella sua complessità, a far si che l’opera, potesse essere letta con interesse da tutti. Analizzando le varie parti di cui essa si compone, ne ha rimarcato l’aspetto devozionale che ha caratterizzato la vita del Santuario della Civita, di cui, la parte terza settore fotografico, ne è prova evidente; per ultimo si è soffermato sul culto della Madonna e sulla devozione alla “Civita” in particolare; l’autore, esperto “Mariologo”, ha concluso, sottolinea i limiti da porre alla fede popolare, indirizzando i fedeli verso valori più rispondenti alla dottrina cattolica della Madonna.

Il Rettore del Santuario del Divino Amore di Roma, Pasquale Silla, si è soffermato sulla differenza che c’è tra la Chiesa, luogo di culto e casa di Dio, e l’importanza dei Santuari, dove l’Opera Divina si è rivelata.

Ha concluso i lavori di presentazione, il Prof. Pasquale Maffeo; più che una sintesi, si è soffermato sul testo del De Meo, evidenziandone gli aspetti antropologici e devozionali che i fedeli di queste terre hanno verso il Santuario della Madonna della Civita e, alla sua storia millenaria.

Non previsto dai lavori, l’intervento del Parroco di S. Maria Maggiore di Itri, P. Angelo Di Battista, Passionista. Alcune precisazioni, a suo dire, da riportare in una seconda ristampa, diverse dalle notizie riportate nel volume, relative al trasferimento alla fine degli anni 80 del Santuario, dalla custodia dei Padri Guanelliani, ai seguaci di S. Paolo della Croce. Ci fu un periodo di “vacatio”, ha affermato, che, lo vide impegnato, allora Superiore Conventuale dei Passionisti di Itri, nella conduzione del sacro luogo.

 Padre De Meo, l’autore, ha ripercorso, sinteticamente, il cammino che per tre anni lo ha visto impegnato nella raccolta di dati e nella consultazione della ricca bibliografia presente nell’opera, ringraziando, infine, tutti quelli che vi hanno collaborato. Per il periodo di “chiusura“ del Santuario, rispondendo a P. Angelo, ha precisato che non di “falso” storico, come affermato, si doveva parlare, ma, alla mancanza di notizie ufficiali o di formale atto di incarico, mai rinvenuto nell’archivio del Santuario e della Diocesi, non dubitava, tuttavia, della veridicità delle sue affermazioni.

Il Rettore Santilli coordinatore dei lavori, ha presentato con brevi profili, i relatori intervenuti. Ringraziando tutti per la buona riuscita dell’iniziativa e per l’apporto dato da questi nel magnificare il Sacro luogo e l’Immagine della “Civita”. Ha rivolto un “particolarissimo” ringraziamento a me, per la collaborazione data alla realizzazione del libro e all’organizzazione del convegno, che ho molto gradito. Ha invitato, chiudendo i lavori, S.E. l’Arcivescovo, ad impartire la benedizione ai presenti. Mons. Mazzoni, nel riprendere la parola, accenna brevemente ai “distinguo” evidenziatesi durante la presentazione e, con paterna bonomia, esprime il suo pensiero in merito:Premettendo che un neo non rovina una faccia...il valore dell’opera tale rimane. La “Schola Cantorum”di Pico (FR) ha eseguito, tra i vari interventi, alcuni canti religiosi, apprezzati dal numeroso pubblico presente. Una giornata che sarà ricordata come una delle tappe più significative della storia millenaria di “un’Immagine della Madonna” che, la tradizione popolare ci ha tramandato (da ritenersi dipinto da San Luca) e, del “nuovo” Santuario, che i cittadini di Itri in un legame indissolubile con la “Civita”, realizzarono, con la posa della prima pietra da parte del Rettore don Antonio Capasso, il 27 maggio del 1820. (Pubblicato sul bollettino ufficiale dei PP.PP. ”Primavera Missionaria” sul quotidiano “l’Avvenire” s.d. e sul Bollettino “Il Santuario della Madonna della Civita” n.4/2002).

(1)    Dal gennaio 2003 ”Superiore Provinciale” dell’Ordine dei PP.PP. del basso Lazio e Campania.

 

  

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Tratto da © "Tra Sacro e Profano in Terra D'Itri" di Pino Pecchia - Kolbe ed. -2003 - Fondi

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