Luigi Muccitelli: poeta, pittore, scrittore                

                                             

1) "Castelletto feudale sulla Ripa di Fondi", olio su tela, cm. 70x100 (collezione privata, Italia)

                                               

                                               

2) "Scorcio del Lago di Fondi verso Monte S. Biagio", olio su tela, cm. 70x100 (collezione privata, Italia)

 

                                                

3) "Antico porticato delle Benedettine di Fondi", olio su tela, cm. 60x80 (collezione privata, Italia)

 

                                                 

4) "Vicolo di Fondi con porticato", olio su tela, cm.60x80 (collezione privata, Italia)

 

                                                 

5) "Primo Mercato Ortofrutticolo degli anni '30", olio su tela, cm. 80x100 (collezione privata, Italia) 

 

                                                  

6) "Facciata della Chiesa di S. Maria in Piazza", olio su tela cm. 50x70 (collezione privata, Australia) 

 

                                                  

7) "Lavandaie al Ponte della Mola della Corte", olio su tela, cm. 70x100 (collezione privata, Italia)

 

                                                   

8) "Natura morta", olio su tela, cm. 50x50 (collezione privata, Australia)

 

                                                   

9) "La donzella di Fondi alla vendemmia", olio su tela, cm. 50x70 (collezione privata, Italia)

 

 

       Due manifestazioni tra quelle organizzate dall'artista fondano:  

                                                                                                                                                                                  

      1985"Concorso-La Letterina di Natale"   

                                                     

   Muccitelli s' intrattiene con la vincitrice. Il concorso riservato ai bambini delle scuole italiane ebbe l'adesione di Papa Giovanni Paolo II nonché di istituzioni pubbliche.  

 

1980: Aula Consiliare del Comune di Sperlonga, Premio Internazionale di Poesia e Giornalismo "Città di Sperlonga" organizzata per tre lustri da Luigi Muccitelli. Proclamazione della poesia prima classificata.

                                                                                    

 

"Muccitelli premiato da Buonassisi al Premio Giornalistico " Il Marsala nel Bicchiere 1988" 

 

                                          

2003Di recente è stato ospite della trasmissione “La Domenica del Villaggio” dell' emittente televisiva "Rete-4" del "Gruppo Mediaset".(foto: Muccitelli  con il conduttore della trasmissione Mengacci, mentre legge la poesia in dialetto fondano "Femmena malandrina" .

                                                                       *  *  *

da Giulia Gonzaga "La Contessa di Fondi" ed. Lo Spazio: una poesia che Muccitelli ha scritto per la bellissima Nobildonna fondana:

                                                                                              

 Julia  E' DOLCE NEI SECOLI CANTAR

Donna sublime, aleggi come Dea                                                                     

 nel maniero antico di memorie,

dove la tua beltà i sogni ardea                                                                                            

fra canti, danze e le dolci arie.                                                                

 

 

Pungean gli occhi tuoi assai cautivi

fremean i petti e le menti eccelse

anche di quei figuri loschi e altivi

che a te miravan con i pugni all'else.                                    

 

                                                                                                       

Dolce fanciulla, vergine immolata,

dileggiato amore dal nefasto fato,

giammai cedesti pur se idolatrata

con false lusinghe ed il verbo alato.

La tua bellezza oscurò la veste

che ti fece indossare la sciagura

all'improvviso priva delle feste

alla tua corte pregna di paura.

 

 

Eppure fosti salda nel potere                       

che tutti ti volean usurpar

e al tempo fosti madre e nonna vere

seppur il ventre non poté pregnar.

 

 

Julia, è dolce nei secoli cantar

la tua purezza, lo spirto, le tue gesta,

come se mai dovessi tu andar

nell'oblio profondo, ignorata e mesta.

 

 

 

LUIGI MUCCITELLI  e nato a Fondi nel 1933, dove risiede ed opera in campo artistico e letterario. Promotore di varie iniziative, ha rapporti con qualificati enti di promozione culturale nazionali ed internazionali. Da sempre è impegnato nel la rivalutazione storica e culturale di Fondi, alla quale ha dedicato da poco "Cefeleata Dòcia" (Una dolce zufolata) un libro di poesie in dialetto ciociaro;

1967- Vince il premio letterario "Il Machiavelli " con il romanzo "Una stella nel buio" ;

1969- Fonda la Galleria d'Arte, il Premio Letterario e l'Associazione Musicale"Giulia Gonzga; il Premio di Pittura e Grafica  "Città di Fondi";

1970- Fonda la rivista d'arte e letteratura "Lo Spazio"; pubblica il libro di poesie"Strane Stagioni Amiche";

1972- Vincitore del Premio Giornalistico del Brandy Italiano;

1974- Premiato alla IV Bennale di Pittura del Brandy Italiano;

1981- Premio d'Arte e Cultura "Città di La Spezia";

1982- Vince il Premio d'Arte A.I.D.O. con un bozzetto per la realizzazione di un manifesto dell' Associazione;

1983- Vincitore del Premio "Spazioartepisa";

1983- Con il Patrocinio del Comune di Sperlonga, fonda il Premio di Poesia e Giornalismo "Città di Sperlonga;   

1988- Pubblica il saggio storico "Vespasiano Gonzaga Colonna - dalla Contea di Fondi al Ducato di Sabbioneta" in italiano e spagnolo;

1988- Vince a Milano il Premio Giornalistico "Il Marsala nel Bicchiere" per un articolo sul celebre vino fondano "Cecubo";

1992- Partecipa alla Fiera dell'Arte ed dell'Antiquariato di Basilea (Svizzera);

1997- Espone alla collettiva "Visioni artistiche d'Italia" a Melbourne (Australia);

1999- Gli viene assegnato a Roma il Premio del Giubileo;

2000- Fonda il Premio Internazionale di Poesia "Simon Bolivar El Libertador" pubblicando un'antologia in italiano e castigliano;

 

Le foto personali dei quadri e il curriculum vitae,, sono stati  inviati dal Muccitelli  e pubblicati in forma ridotta con il consenso dell'autore.

In data 19 febbraio 2004, è pervenuto uno scritto, tratto dal Magazine" Lo Spazio" il cui editor e Luigi  Muccitelli, che pubblico su esplicita richiesta dell'autore. 

 

                                      

 

                                             

 

 

                                                 LIBERO de LIBERO

 

 UN  POETA DEL VENTESIMO  SECOLO * SOLITARIO  E  SCONTROSO  AVEVA  RECISO LE  PROPRIE   RADICI OGGI CONTESE TRA  I COMUNI  DELLA  NATIA FONDI  E  QUELLO DI PATRICA  IN  CUI È STATO  SEPPELLITO  PER  VOLONTA’  ESTREMA. 

di Luigi Muccitelli)

 

"Ritratto di Libero de Libero"                                "Lettere di solidarietà per le manifestazioni

    di Mino Maccari, 1946                                   artistiche, letterarie e musicali di Luigi Muccitelli"
 

 

 

UN  CENTENARIO  SFOCIATO  IN  UN' ASSURDA  LITE  TRA  FONDI  E  PATRICA

La Città di Fondi, lo ha ricordato nel centenario dalla nascita. Un atto d’amore per il “Figliuol Errante” le cui ossa sepolte da circa venti anni nel cimitero di Patrica, un paesino collinare nel frusinate, oggi si vorrebbero trasferire sotto la terra natia per cui, in vita, egli non seppe esprimere il suo profondo amore e né placare il suo tormento. Un tormento durato oltre mezzo secolo per cause  che non molti riescono a comprendere, salvo i pochi amici che  lo seguivano da vicino, dovuti a motivi di antica incomprensione e ostinata indifferenza verso uno dei rari intellettuali concittadini additato al volgare disprezzo, per uno scritto giovanile non capito nella sua essenza.

     Se Libero de Libero avesse per un solo istante intuito che le sue ossa sarebbero state oggetto di sì tanta aspra contesa tra Fondi e Patrica, fra le incomprensioni e le dicerie di sempre, forse avrebbe modificato  il suo ostinato comportamento  di  distacco dalla terra natale o avrebbe chiesto che le sue ceneri venissero sparse al vento di tramontana sugli Appennini  Ciociari. In questo modo, forse, “Ascoltando la Ciociaria” qualcuno avrebbe percepito il suo pianto disperato.

     Nel corso della sua tormentata vita di poeta, letterato ed operatore artistico ha tentato, inutilmente, di recidere le sue radici, covando per lunghi anni un forte risentimento per le ingiurie subite da  parte di alcuni  notabili concittadini che negli anni 1930, quando si  affacciava  alla  ribalta letteraria, a causa di un  suo racconto pubblicato in un giornale nazionale dal titolo “Il Ritratto del mio Paese”.  Il contenuto non  piacque ai  benpensanti, in  quanto  l’autore aveva denudato  i personaggi e gli aspetti più deleteri  della  società locale. L’irritazione fu tale che ne fecero un’arma di denigrazione popolare  che Libero de Libero si  è portata appresso come un macigno sull’anima per  tutta la vita.

     In realtà si trattava di una sua prima esperienza giornalistica che richiamava alla mente un analogo scritto di Charles Dickens che, qualche secolo prima, aveva descritto le miserie di Fondi nel suo “Diario Italiano”, sostando con la diligenza presso la scalinata della Cattedrale di S. Maria a Piazza; cosa che pure ha fatto nella sua Inghilterra e immortalato nei suoi celebri romanzi. Ma a Libero de Libero, che allora già capeggiava un gruppetto di aspiranti letterati, artisti, cineasti e politici, che poi trovarono collocazione a Roma intorno alla rivista “Cinema” fondata da Vittorio Mussolini, non venne mai perdonato di aver messo in luce solo gli aspetti degradanti del paese. Avrebbe dovuto, a parer loro, esaltare le bellezze e i profumi degli aranceti, come aveva fatto Wolfgang J. Goethe annotandolo nel suo “Diario Italiano”, e adulare le astruse figure dei soliti personaggi che da sempre si ripropongono nella storiografia locale, quelli, per intenderci, che hanno sempre occupato il potere sfruttando le risorse economiche e la dabbenaggine della massa popolana concittadina, mantenendo a scacco nei secoli un più adeguato sviluppo economico e socio-culturale.

     Ma ritornando al Poeta Libero de Libero, quale figura emergente nella Roma degli anni 1930, occorre avere un’adeguata conoscenza, una cristiana carica di coscienza e imparzialità di pensiero, per parlarne obiettivamente. E non tutti, anche quelli apparentemente più vicini a lui, sono stati sinceri, capaci di capire e giustificare il suo tormento, la sua negatività verso  il  paese natale, che pure "non aveva colpa alcuna" se una minima parte dei suoi concittadini o falsi amici che nutrivano invidia dei suoi successi letterari. E prendendo a pretesto quel suo racconto, in cui aveva "denunciato" le miserie cittadine, incitarono il popolo al disprezzo, perfino all’odio; mentalità gretta e meschina che  ancora persiste e che, anziché avvalersi del talento dei propri concittadini per un miglioramento della comune vita civile, soprattutto da parte di chi è preposto all’amministrazione pubblica,  ancora oggi si continua a "ignorare i vivi e festeggiare i morti".

     Lo scontro-reincontro con Libero de Libero nel lontano 1965, Luigi Muccitelli lo ebbe quando per sopravvivere, ancora era costretto a lavorare in Germania, dopo essere tornato dal Venezuela dove aveva conosciuto la xenofobia durante la rivoluzione civico-militare del 1958, assistendo da vicino alla guerriglia rivoluzionaria di “Che” Ernesto Guevara e Fidel Castro che defenestrarono il regime dittatoriale venezuelano di Marcos Perez Jiménez e quello cubano di Fulgencio Batista.

     Un amico  comune che si affacciava sulle scena poetica gli aveva mandato un libro di versi con prefazione di Libero de Libero, da lui quasi adorato e al quale post mortem ha dedicato un premio di poesia. E nel leggere tale presentazione, provò subito una profonda irritazione, come se fosse stato punto da un insetto maligno. Libero de Libero così esordiva:

     “…Una presentazione e una sigaretta non si nega mai a nessuno…bla-bla-bla…alla fine concludendo: “Se non fosse di quel paese di cui pure io sono ma di cui ravviso si e no tre o quattro persone, seppure…”

     E Luigi Muccitelli che soffriva una profonda tristezza per essere costretto a stare tanto lontano dal paese natio, d’impeto gli scrisse a mano una lettera di quattro fogli esortandolo a mettere da parte i rancori, ritornare a Fondi, andare fra i giovani e far sentire la sua voce, andare nelle scuole per promuovere la conoscenza, stimolare la lettura, allora più scadente di adesso. E lui gli rispose subito, alla sua maniera, con una cartolina scritta a monosillabi, quasi per scusarsi, rimandando ad altra data un loro possibile incontro per una discussione esauriente. Diventarono, però, amici telepaticamente, dimostrandosi una reciproca e sincera stima, al di là di qualsiasi remora o pregiudizio, e lui si espresse altrettanto positivamente nei suoi confronti in qualche salotto romano, dopo il suo ritorno a Fondi, dove si era dedicato in pieno all’animazione artistica, letteraria e musicale, organizzando varie iniziative culturali cittadine e anche nella scuola pubblica. Libero de Libero lo seguiva compiaciuto, anche se continuava a negare la sua presenza. Scambiò con lui alcune lettere, anche se non si sono mai incontrati fisicamente.

     Ma già molti anni prima Luigi Muccitelli lo aveva incontrato molte volte, quando  era solo un ragazzo. Egli tornava a Fondi ogni estate presso una famiglia dirimpettaia e lo vedeva spesso in pantaloncini corti di stile coloniale, quando andava e tornava a passo marziale con gli occhi fissi nella lettura del giornale che reggeva a due mani. Anzi, ebbe da lui indirettamente il primo giudizio sulla sua capacità letteraria. A quell' epoca, 1947-48, frequentava malvolentieri l’Avviamento Professionale a Tipo Agrario; glielo avevano portato quasi di peso. Sua madre agonizzava nel letto di morte ed egli non voleva intristirla maggiormente. Fu la molla interiore che gli fece scrivere un tema in classe che il professore d’italiano volle far leggere a Libero de Libero che ne diede un giudizio assai  positivo. Disse che si trattava di un vero e proprio racconto  che commuoveva profondamente. Il suo primo racconto  che si è perso lungo la sua via crucis. Allora, non pensava lontanamente all’arte e alla letteratura, e né il paese offriva altre prospettive a chi non possedesse un’ara di terra da zappare.

     Il poeta affermato e il giovane emergente si ritrovarono trent'anni dopo a percorrere gli stessi sentieri terreni per raggiungere i traguardi dell’arte e della letteratura. Sembrava un appuntamento stabilito dal destino. Bastarono le prime prove a Libero de Libero che rinforzò il suo apprezzamento per l’azione culturale promossa  che rompeva un secolare letargo della vita intellettuale di Fondi.

     E fu l’unico, del gruppetto degli intellettuali concittadini, che rispose civilmente incoraggiando Luigi Muccitelli. E ne parlava con una certa soddisfazione anche nei salotti di Roma dove si discuteva delle carenze provinciali. Disse: “A Fondi, la mia città, è nata una Galleria d’Arte, un Premio Letterario, un Premio di Pittura e Grafica che Luigi Muccitelli organizza con provata capacità…” Tanto da spingere il Comm. Russo, titolare della Galleria la Barcaccia di Roma in Piazza di Spagna, a venire a Fondi per dare una mano. Infatti, voleva affidare a Luigi Muccitelli una trentina di opere d’arte di noti autori in voga e altamente quotati, fra i quali: Giorgio de Chirico, Maccari, Mafai, Guttuso, Gentilini, Vespignani, e altri, ma egli non volle assumersi l’impegno, prima perché sapeva che non era facile venderli e per la responsabilità in caso di furti delle opere. Tornando a Libero de Libero che oggi riceve tanta attenzione, strumentale, ma non un sincero apprezzamento, poiché tutti  ne  parlano ma  ben pochi conoscono la sua storia letteraria, o hanno mai letto una sua poesia. Mentre qualcun altro si sforza di trovare parole benevoli, e scuse, anche da parte di certi relatori invitati spesso a Fondi, i quali continuano a dire che, si, era un valido poeta, ma era scontroso, iracondo, scostante, solitario e polemico nella critica alle opere pubblicate ad altri amici letterati. Omettendo di aggiungere, però, che quelli erano schierati nei vari partiti di governo. Mentre Libero de Libero, coerente con il suo nome, non accettava strumentalizzazione politica, tanto è vero che rifiutò la nomina a Direttore Artistico del Teatro dell’Opera di Roma.

     Nella sua indole era profondamente fondano, ma non come coloro che per le piazze vanno quotidianamente parlando a vanvera, per sentito dire, non per conoscenza reale, e avversano ogni cosa fatta dagli altri, specie nel campo intellettuale che stimola vanità, per cui non accettano di riconoscere il merito altrui. Un comportamento, oggi, incrementato più marcatamente dalla politica dominante, per calcolo elettorale, vulnerabilità al sorriso ammiccante e alle false promesse di voto preferenziale.

 

UNA  POESIA  DI  LIBERO  de  LIBERO  PREMIATA  AL 

PREMIO  LERICI - PEA  1967

 

                 PER  UNA  RAGAZZA  VIRTUOSA  DI  GIORNO

 

                 La notte dei tuoi passi, la tua notte

                 su tacchi acuti gira il ritornello

                 dei ciechi incontri e vellutati scontri,

                 di abbracci scuciti con fretta galante

                 e denti stretti a bacio che non lega.

                 Della tua mano è trucco prudente

                 che senza stringere carezza ogni fiamma,

                 per strade furtive il tuo letto volante

                 mai sprofonda in abisso, uno spasimo

                 virtù non guasta né ti sciupa la veste.

 

                 Non ha stilla che brucia né seme che scoppia,

                 acerba non è la rosa che difendi

                 col graffio d’una livida bugia:

                 non è fango che inghiotte né fumo che sporca,

                 amore fuggitivo non ti smaglia

                 i fianchi con un brivido d’anguilla.

                 O avara di te che sperperi innocenza,

                 all’inferno d’un armadio ritorna ogni alba

                 complice la tua larva, tu indolente

                 rientri nel marmo che al giorno figuri.

 

                 LIBERO  de  LIBERO  (Fondi 1903 – Roma 1981)

 

 

(La Giuria del Premio di Poesia Lerici - Pea 1967 era composta da Rafael Alberti, Libero Bigiaretti, Ferdinando Giannessi, Walter Mauro e Luigi Silori)

 

 

 

POST  SCRIPTUM

                                                                                                           (Letterina a F.)

 

Non passerò più per le tue strade

nelle tue case non entrerò;

mai più ti cercherò con la rugiada

e l’azzurra lucertola sui muri.

Per altre contrade mi sposta un vento

e i suoi giardini non rimpiange

né scale e chiome delle tue stagioni.

Era grande l’ultima tua luna

che ahimé io vidi alla svolta

d’un odore più verde dei limoni.

 

M’insegna il gelo della tua indolenza

dove a memoria di lutti perdenti

stanno pietre senza nome né date,

e in cenere andate le mie colline.

Per te sospira un fazzoletto ricamato

in tasca a un abito che non è più mio,

altro non dirò più quando una rosa

non sbocci dalla spina che mi brucia.

 

N.B. Quell’abito di flanella grigia che lasciai

nell’armadio della mia stanza.

 

Libero de Libero

 

Nota critica:

‘’In un momento di estrema tristezza, mosso da un antico rancore (non esplicitamente motivato), Libero de Libero dedica quest’accorato ‘’addio’’ alla sua città natale, in cui non vuole più tornare. (Incoerenza del poeta, in quanto risulta per testimonianza diretta, vi ritornò più volte, sebbene alla chetichella per stare qualche giorno in casa del fratello Dante). Nel verso ‘’M’insegna il gelo della tua indolenza…’’ è chiaro il suo disappunto, poiché nelle sue passate stagioni di visite a Fondi, quando già si andava facendo largo nel campo della poesia, si sentiva rifiutato, ignorato, dai suoi concittadini, forse (e questo lui non lo dice), perché avevano negativamente interpretato il suo racconto “’Ritratto del mio paese”, pubblicato su un quotidiano nazionale. Tuttavia, non può accettarsi tale sentimento, pur comprendendo a fondo il disappunto che esprime, riversato incompresibilmente sulla città natale (quando ancora oggi si perdura, e più aspramente, a ignorare chi l’ ama veramente, al di là e al di sopra di ogni umana debolezza o negazione, e si prodiga per essa e la onora in ogni dove”.

 

                                                                                                       LUIGI  MUCCITELLI

                                                                                 Lo Spazio – International Art & Literature Magazine

 

 

 

 

                                                                                                    Omaggio al Regista

G I U S E P P E    D E    S A N T I S

                                                           da LA  SETTIMANA  INCOM * ANNO VI  * 14  NOVEMBRE 1953  N.46

                                                                 (a cura de Luigi Muccitelli * international @ Copyright)

 

 

Il giornalista Emilio Springolo  inviato  da La Settimana INCOM Illustrata così scrisse in grassetto: ( Il film  “Giorni d’Amore” è la storia dei tanti ratti consensuali che le coppie di contadini meridionali organizzano  per non sostenere le spese della festa di nozze) .                  

“Fondi, novembre. Tra i contadini del Meridione d’Italia  vige una strana abitudine, vecchia quanto le pietre dei paesi bruciati dal sole. Quando le  condizioni economiche di due fidanzati sono tanto misere da non permettere ai giovani le nozze regolamentari – con velo bianco,  fiori d’arancio, vestiti fatti apposta per l’occasione, confetti e pranzo agli invitati – e  quando  soprattutto i due promessi  sposi  non  sanno  dove  andare  a trovare i quattrini  per  impiantare una  casa  nuova  con  mobili comperati in  città e la coperta di raso sul letto, risolvono la situazione scappando dal  paese… ecc’’.       

           Indubbiamente, sorvolando l’etichettatura sulle “coppie di contadini meridionali” che in epoca di ristrettezze economiche, usavano come espediente la fuga consensuale per non poter far fronte alle ingenti spese che comportavano un matrimonio tradizionale, il che era solo un aspetto della società fondana, ma anche di tutte le famiglie del nord italiano, in cui si agitavano forti contrasti, negatività, volontà d’imporre  matrimoni “d’interesse”.  In  particolare nelle zone  soggette alla caduta del feudalesimo e alle profonde spaccature sociali, dove, da una parte i nuovi possidenti, che combinavano unioni tra consanguinei, dall’altra i nuovi ‘’piccoli proprietari” di borbonica memoria, che erano i  più accaniti nel saldare i confini  degli appezzamenti di  terreni sottoposti alla spartizione ereditiera. Infine, c’era la massa  della  popolazione composta dai nullatenenti e umili artigiani  che barattavano il proprio lavoro con alimenti vari che non bastavano mai a saziare le famiglie.      

     Questo Giuseppe De Santis lo sapeva bene, essendo nato anche lui all’indomani della Prima Guerra Mondiale, adolescente tra le difficoltà provinciali, nutrendosi di sogni e ambizioni cinematografiche. Allievo prima di Luchino Visconti, quando il Neorealismo faceva esplodere la passione politica spingendo alla lotta di classe. Quindi, prima con il film “Non c’è pace tra gli ulivi” in cui, appunto, affronta il  tema del “matrimonio forzato” tra il ricco proprietario, già in età senile, spesso prepotente e magari deforme, detto in  gergo “Cappello di Suola” (cioè intostato con l’amido e forgiato alla guappo) e la bella popolana costretta a rinunciare al vero amore.

 

    Nel film “Giorni d’Amore”  mette in luce la forzata rinuncia dei poveri, pur sani e belli in modo eccezionale, ma   sottoposti alla dura tradizione negativa nella mentalità fondana. Uno stato sociale fatto di privazioni, d’impossibilità a superare la precarietà economica, impediti finanche a emigrare nei vari paesi del mondo dove i “piú fortunati” sono andati svendendo quel poco che possedevano per pagarsi il viaggio.

              

            MARINA  VLADY  E  MARCELLO  MASTROIANNI  IN UNA  SPLENDIDA  IMMAGINE  DEL  FILM

                                       ‘’GIORNI  D’AMORE’’  GIRATO A  FONDI  NEL  1953

    Tuttavia, è da credere, che Giuseppe De Santis che si allontanò da Fondi negli anni 1930, aggregandosi ai pochi  rampolli  che poterono  frequentare  l’università a Roma, attraverso varie vicissitudini, mosso dalle aspirazioni personali, perse il contatto con i reali usi e costumi di Fondi, rappresentandoli non adeguatamente. Infatti, il suo film “Giorni d’Amore” sa più di farsa e non affronta le vere problematiche che caratterizzarono la “mentalità patriarcale”. Le situazioni di miseria estrema, gli impedimenti a  costruirsi  un  futuro  migliore in un paese chiuso ad ogni possibilità di sviluppo, quando l’unica risorsa era il lavoro dei campi, riservato, però, ai nuclei familiari dei coloni (ie parzenàle)  e a  un bracciantato giornaliero che garantiva appena la sopravvivenza delle famiglie povere.         

Di conseguenza, c’erano anche le preoccupazioni di          quei genitori, sia benestanti o “senza terra” che speravano di dare ai propri figli  “un futuro prospero”, specie alle figlie che spesso s’invaghivano di giovani baldanzosi ma “senz’arte  e senza  parte”, cioè nullatenenti, ai quali si opponevano strenuamente.

                                        

                                              FILM  ‘’GIORNI  D’AMORE’’ - MARINA  VLADY  E  CARMINA  MUCCITELLI

                                                                              NELLA  SCENA  DELLA  RACCOLTA  DEI  COCOMERI 

      

      È vero che molti matrimoni si risolvevano con la fuga di comune accordo, non potendosi  permettere le spese per uno sposalizio in chiesa con l’abito bianco, lo strascico di parenti e amici e il pranzo finale. Ma  c’erano pure le frequenti  scappatelle dei  veri innamorati che  sfidavano  l’opposizione dei genitori, le  molte difficoltà nell’affrontare la  nuova vita, consapevoli  di andare incontro ai  duri sacrifici, alle notevoli rinunce per mettere su famiglia senza un orizzonte preciso. “Due cuori e una capanna".                 

   Capitava che dall’unione ideale di due cuori innamorati nascesse un primogenito vispo e bellissimo, il primo nipote che doveva aprire i cuori dei nonni. Invece veniva ignorato ostinatamente, considerandolo quasi “un bastardo”, privato di quel  vero sentimento d’amore che scaturisce nell’anima umana.                             

   Poi, c’erano i matrimoni della ricca borghesia contadina, l’unione tra “Cappelli di Suola” e le femmine procaci, superbe, che sfilavano per il Corso Appio Claudio, con un corteo che allungava  lo strascico dell’abito bianco, tra parenti, amici  ed autorità che venivano definiti la lunga coda. In vernacolo:“la Colalònga”, cioè, che esprimeva ricchezza. Mentre, chi non poteva  permetterselo era considerato di  modeste condizioni  economiche. Infine, tante coppie andavano di buon mattino in chiesa e s’infilavano le fedi nuziali di fronte al sacerdote promettendosi eterno amore.  * LUIGI  MUCCITELLI *

 

 De Santis spiega alla Vlady  la scena da interpretare.                                           Una pausa (De Santis e figuranti) durante le riprese.                                  

                            

 

 

                             

Omaggio al Regista
G I U S E P P E    D E    S A N T I S
a cura di Luigi Muccitelli * international @ Copyright)

 

 La bravura del Regista Giuseppe De Santis riconosciuto in campo della cinematografica internazionale come uno dei più validi esponenti del Neorealismo Italiano, come scrisse il noto critico francese Georges Sadoul:

 NELL’ENCICLOPEDIA ‘’DICTIONNAIRE DES CINÉASTES Éditions du Soleil, 1961 – tradotta in italiano IL  CINEMA / I CINEASTI – per le Enciclopedie Pratiche Sansoni, Firenze 1967.

 

GIUSEPPE  DE  SANTIS * Regista italiano

(Fondi 11 febbraio 1917 + Roma 1997)

 

     ‘’Violento, barocco, dalle profonde preoccupazioni sociali e umane, fu forse la figura di primo piano nella seconda ondata di registi del Neorealismo, rivelatosi nel 1946-50, ottenne allora uno strepitoso successo con Riso Amaro, opera tuttavia inferiore a Caccia Tragica e a Roma ore 11, il suo film più riuscito. Scriveva nel 1942, come giovane critico, prima di diventare assistente di Visconti per Ossessione:

“Andiamo da tempo propugnando un risveglio delle coscienze e un indirizzo realistico, perché niente può offendere di più i nostri animi che una falsa interpretazione della vita e dei sentimenti di essa.

     Vorremmo che nelle opere di Kafka si sapessero scrutare gli illimitati orizzonti di una fantasia che non sa mai dimenticare lo stato sofferente dell’uomo sulla terra, le sue solitudini, le sue difficoltà d’evasione, e nell’evasione stessa la grandiosa potenza dei reciproci scambi umani. Liberamente le nostre simpatie sono state rivolte, sempre, verso un cinema che sapesse indagare nell’intima essenza della realtà e che delle sue esigenze sapesse intendere il valore storico, il suo cammino ansioso e incerto. Arte è reincarnazione della storia. Le ragioni che configurano un paese in un modo anziché in un altro, tutto questo è storia, imprescindibile in ogni opera d’arte…” .

(Rivista Cinema, n. 155, 12 dic. 1942)

 ‘’Così definiva, in condizioni difficili sotto il fascismo, il Neorealismo che doveva ben presto nascere e di cui divenne uno degli esponenti, dopo essere stato giovane teorico. Ma dopo essersi imposto internazionalmente, conobbe un periodo duro essendosi opposto in modo diretto alle varie censure, ed essendosi battuto al massimo per realizzare anche o soggetti proibiti, non sempre con successo. S’è orientato quindi verso le produzioni con i paesi dell’est e con l’URSS, con risultati ancora una volta pienamente convincenti. Il suo gusto populistico e romantico non sempre è rimasto contenuto nei limiti di un’accettabile visione della realtà.

     Allievo al Centro Sperimentale di Cinematografia e vivace critico sulle pagine di ‘’Cinema’’ negli anni 1941-1943. Assistente di Visconti, 1942 ‘’Ossessione’’, Regista Vergano; ‘’Il Sole Sorge Ancora’’. regista nel 1947 di ‘’Caccia Tragica’’; ‘’Riso Amaro’’ 1950, ‘’Non c’è Pace tra gli Ulivi’’, Raf Vallone, Lucia Bosé, Maria Grazia Francia, Folco Lulli; 1951 ‘’Roma ore 11’’; 1953 ‘’Un Marito per Anna Zaccheo’’, sceneggiatura di Laurani, Giannetti, Puccini, De Santis, Petri; fotografia di Martelli; interpreti Silvana Pampanini, Massimo Girotti, Amedeo Nazzari; 1954 ‘’Giorni d’Amore’’ sceneggiatura De Libero, De Santis, Petri, Puccini; fotografia di Martelli, interpreti Marcello Mastroianni, Marina Vlady; 1956 ‘’Uomini e Lupi’’, fotografia di Portalupi, interpreti Silvana Mangano, Yves Montand, Pedro Armendariz; 1958 (in Jugoslavia) ‘’La Strada Lunga un Anno’’, fotografia Scarpelli, interpreti Silvana Pampanini, Eleonora Rossi Drago, Massimo Girotti, Gordona Miletic; 1960 ‘’La Garçonnière’’, interpreti Eleonora Rossi Drago, Raf Vallone, Gordona Miletic; 1964 (in URSS) ‘’Italiani Brava Gente’’, fotografia di Sechi, interpreti Raffaele Pisu, Lev Prygunov, Andrea Checchi, T.Samoliova’’.

 

(Biografia essenziale riportata dal critico francese Georges Sadoul)

 Presentazione 

  News                                                                                                  vai a pag.  1/2/3/4/5/6/8

 

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IL  POETA  E  SCRITTORE  LUIGI  MUCCITELLI

nominato membro onorario dell’importante

Istituto Letterario Horacio Rega Molino

della Repubblica Argentina

 

Importante quanto qualificato il riconoscimento attribuito al poeta e scrittore Luigi Muccitelli che gli deriva dalla sua lunga attività letteraria nella sua dualità italiana-castigliana che esprime come autore-traduttore della poesia latinoamericana di cui si occupa, particolarmente, in favore dei poeti più autentici pubblicati in antologie e diffusi attraverso la sua rivista internazionale Lo Spazio d’Arte e Letteratura.

     Nel corso della cerimonia ufficiale che si è svolta a La Plata, in occasione dei 108 anni della nascita del grande umanista argentino Horacio Rega Molino,il presidente della Fondazione Atilio Milanta, notissimo poeta, letterato, legislatore e cattedratico nella Facoltà delle Scienze Economiche all’Università Nazionale di La Plata, con firma di tutto il Consiglio Onorario di Omaggio e Protocollo, ha conferito il Diploma di Membro Onorario al poeta scrittore Luigi Muccitelli, con la motivazione seguente:

 

   “É protagonista di iniziative umanistiche, culturali, benefattrici e d’accordo con tutti quelli di questo Istituto si conferisce il presente Diploma di Membro Onorario, che cosí lo accredita…”

 

    Il documento è stato approvato dall’intero Consiglio Onorario d’Omaggio e Protocollo, mentre il diploma reca la firma, oltre che del Presidente dell’Istituto, del Segretario Accademico Attilio Milanta figlio e dei Membri Onorari professori Mabel Pérez, Jorge Gimenéz Perret, Ricardo Volpe e Angel L. Osés.

    Durante la cerimonia, alla presenza delle autorità di governo ed esponenti del mondo della letteratura e universitario, intellettuali, rappresentanti della stampa e della televisione, particolarmente commovente è stato il concerto del Coro dell’Ospedale Sbarra in La Plata diretto dalla Ma. Marina Buffagni, seguito dal virtuosuo cantore-chitarrista Atilio Milanta figlio.

 

10 luglio del 2007                                      LA  PLATA – REPUBBLICA  ARGENTINA

 

 

 

 

MERECIMIENTOS RECONOCIDOS  A  LUIGI  MUCCITELLI              MERITI  RICONOSCIUTI  A  LUIGI  MUCCITELLI  PER  I

PARA  SUS LIBROS  HISTORICOS  Y LITERARIOS EN  ITA-            SUOI  LIBRI  STORICI  E  LETTERARI   IN ITALIANO-CAS-

LIANO-CASTELLANO  ADOPTADOS  POR  LA  UNIVERSI-             TIGLIANO  ADOTTATI  DALL’UNIVERSITA’  NAZIONALE

DAD  NACIONAL  DE  LA PLATA  EN  ARGENTINA                           DE  LA  PLATA  IN  ARGENTINA

 

                                       CORRESPONDE  EXPE. J/0831/08         CORRISPONDE  ESPE.J/0831/08                                            

 Resolución (CS) Nro.66/2008           Risoluzione (CS) Nro.66/200

Junin, 22 de julio de 2008                  Junin, 22 luglio del 2008

 

Visto :                                                    Visto:

          La donación efectuada por el Dr. Atilio Milanta,Profesor                     La donazione effettuata dal Dr.Atilio Milanta,Pofessore Ti-

Titular de la asignatura  ‘’Actuación Laboral’’(Derecho del Tra-             tolare del corso di studi ‘’Attuazione Lavorativa’’ (Diritto del La-

bajo) de la Facultad de Ciencias Económicas (UNLP), y                       voro) della Facoltà di Scienze Economiche (UNLP), e

 

Considerando :                                          Considerando :

Que, a fs. I de expediente el Sr.Pablo C.Gómez ; del Centro de            Che,a fs. I  del procedimento il Sig. Pablo C. Gómez; del Cen-

Estudiantes (Franja Morada Conducción) Regional Junin,Facul-           tro di Studenti  (Franja Morada Conduzione) Regionale Junin,

tad  de Ciencias  Económicas  (UNLP)  hace llegar la intención             Facoltà di Scienze Economiche (UNLP) fa presente l’intenzio-

del Dr. Atilio Milanta, Profesor Titular  de la  asignatura  ‘’Actua-             ne del Dr. Atilio Milanta, Professore Titolare del corso di studi

ción Laboral’’(Derecho del Trabajo) de la Facultad de  Ciencias            ‘’Attuazione  Lavorativa’’ (Diritto  del  Lavoro)  della Facoltà di

Económicas (UNLP) de donar a esta Casa, los   libros ‘’Colegio            Scienze Economiche (UNLP)  di  donare a questa Casa, i libri

de Abogados ‘’Memoria y Balance’’ del  Departamento Judicial              ‘’Collegio degli Avvocati Memoria e Bilancio’’ del Dipartimento

de La Plata, ejercicio 2007/2008; ‘’El asesinato del Cardenal Hi-            Giudiziale di La Plata, esercizio 2007/2008;  ‘’L’assassinio del

pólito de Medici’’ de Luigi Muccitelli,Editorial Lo Spazio (2006);               Cardinale Ippolito de Medici’’ di Luigi Muccitelli   delle Edizioni

‘’Idioma  D’Amore’’ de  Luigi Muccitelli  de   Editorial Lo Spazio                Lo Spazio  (2006); ‘’Idioma D’Amore’’ di   Luigi Muccitelli delle

(2007);  ‘’La  Mesa’’  de  Atilio Milanta  de  Editorial  Lo  Spazio               Edizioni Lo Spazio (2007); ‘’La Mesa/ La Tavola Imbandita’’di

(2006) y ‘’La Petrona de Osvaldo Eliseo Barco de Editorial Dei              Atilio Milanta delle Edizioni Lo Spazio (2006)  e ‘’La Petrona’’

Genitrix (2007)                                                                                         di Osvaldo Eliseo Barco delle Edizioni Dei Genitrix (2007)

 

Que dicho material será  de valioso aporte  para la Formación              Che detto materiale sarà valido apporto per la Formazione dei

de nuevos profesionales de esta Universidad.                                        nuovi professionisti di questa Università

 

Que conforme lo  preceptuado  en el  Articulo 76 inciso 18 del              Che conforme al precettato nell’Articolo 76  paragrafo 18 dello

Estatuto de la Universidad, es facultad de este Consejo Supe-              Statuto dell’Università, è facoltà di questo Consiglio Superiore

rior la aceptación de herencias, legados y donaciones.-                         l’accettazione delle gerenze, allegati e donazioni.-

 

Que  existe   dictamen  favorable de la Comisión  de Asuntos               Che esiste dettame favorevole della Commissione degli Affari

Económicos Financieros a fs. 2 del expediente de marras                     Economici Finanziari a fs.2 del procedimento di prassi

 

Que el Cuerpo trató y aprobó  por unanimidad  el tema en su                Che il Corpo ha trattato e approvato all’unanimità il tema nella

sesión ordinaria del día 11 de julio de 2008, Acta Nro.4                          sua sessione ordinaria del giorno 11 luglio del 2008,Atto Nº 4

 

Por ello:                                                          Per cui:

 

EL CONSEJO SUPERIOR  DE LA  UNIVERSIDAD  NACIO-      IL  CONSIGLIO  SUPERIORE DELL’UNIVERSITA’ NAZIO-

NAL  DEL  NORESTE  DE  LA  PROVINCIA  DE  BUENOS     NALE DEL NORESTE DELLA  PROVINCIA  DI  BUENOS

AIRES en uso de sus  atribuciones, Articulo 76 inciso 18       AIRES, nell’uso delle sue attribuzioni,Articolo 76 parg.18

del Estatuto,                                              dello Statuto,

           RESUELVE :                                                      RISOLVE :

 

Articulo 1º :  Aceptar la donación efectuada por el Dr. Atilio                 Articolo 1º: Accettare la donazione effettuata dal Dr. Atilio Mi-

Milanta, Profesor Titular de  la  asignatura ‘’Actuación  Labo-                lanta, Professore Titolare del Corso di Studi ‘’Attuazione Lavo-

ral’’ (Derecho del Trabajo)  de  la Facultad  de Ciencias Eco-                rativa’’  (Diritto del Lavoro) della Facoltà di Scienze Economi-

nómicas (UNLP) de los libros ‘’Código  de Abogados Memo-                che (UNLP) dei libri ‘’Codice degli Avvocati Memoria e Bilan-

ria  y Balance’’  del  Departamento  de Justicia de La Plata ;                 cio’’ del Dipartimento di Giustizia di La Plata; ‘’L’assassinio del

‘’El  asesinato  del  Cardenal  Hipólito  de  Medici’’  de  Luigi                 Cardinale Ippoito de Medici’’di Luigi Muccitelli;‘’Idioma D’Amo-

Muccitelli;  ‘’Idioma D’Amore’’ de Luigi Muccitelli; ‘’La Mesa’’                 re’’ di Luigi Muccitelli; ‘’La Mesa/La Tavola Imbandita’’ di Atilio

de Atilio Milanta  y  ‘’La Petrona’’  de Osvaldo Eliseo Barco,                  Milanta e ‘’La Petrona’’ di Osvaldo Eliseo Barco, destinati alla

destinados a la  Biblioteca de  UNNOBA.                                                Biblioteca della UNNOBA.

 

Articulo 2º:Agradecer a la donante su valiosa contribución                 Articolo 2º: Ringraziare al donante il suo valido contributo con

con nota de estilo adjuntado a la presente.-                                           nota stilata in allegato alla presente.-

 

Articulo 3º: Registrese Practiquense  las  comunicaciones                  Articolo 3º: Si registri inviando le comunicazioni stilate e

de estilo    y archivese.-                                                                            archiviare.

 

 PREMIO  LETTERARIO   GIULIA  GONZAGA

        Edizione  Speciale 2009

 

         

                                    Il Castello di  Fondi  (Museo e Centro Culturale)                    Copertina Antologica                              

 

Le Edizioni Lo  Spazio realizzano una  An-            Las Ediciones Lo Spazio realizan  una An-

tologia  Speciale  riservata alla  poesia con-          tológia Especial reservada a la poesia con-

temporanea,  al fine di  celebrare il quaran-          temporanea al fin de celebrar  el cuarante-

tesimo della Fondazione  del  Premio Lette-          simo de la Fundación del Premio Literario

rario ‘’Giulia Gonzaga’’ Contessa di  Fondi,          ‘’Julia de Gonzaga’’ Condesa de Fondi,da-

dama decantata dai più noti letterati del Ri-          ma decantada de los más notables literatos

nascimento Italiano.                                                 del Renascimiento Italiano.

     Gli autori invitati o selezionati possono                   Los autores invitados  o seleccionados

partecipare inviando n. 10 poesie allegando        pueden participar despachando n. 10 poe-

il proprio curriculum e una foto  personale          sias juntando  propio curriculo  y una  foto

in unica copia. La Ns. Direzione provvede-         personal en única copia. Ns. Dirección se-

rà a selezionare n. 3 poesie che saranno pub-    leccionará n. 3 poesias que seran publica-

blicate in  italiano-spagnolo insieme alla fo-       das en italiano-español junto a la foto y la

to e la biografia essenziale dell’autore.                biografia esencial del autor.

    Non è prevista nessuna tassa di partecipa-             Nada se debe pagar por la participación

zione da parte dell’autore, né diritto di sor-         por el autor, ni derecho algun, siendo una

     ta, trattandosi di una libera promozione let-        libre promoción literaria, sin finalidad  co-  

                                                                             teraria, non a scopo di lucro.                                 mercial.

      I poeti inclusi  nell’Antologia  Speciale                     Los  poetas incluídos en la Antológia

del  Premio Letterario Giulia Gonzaga rice-          Especial del Premio Literario Julia deGon-

veranno medaglioni d’argento e altri premi         zaga recibiran medallones  de plata y otros

messi a  disposizione di enti  pubblici e pri-        premios ofrecidos por entidades públicas y

vati.                                                                            privadas.

    Si prega  di spedire al piú breve  il mate-              Se ruega despachar  más pronto el mate-

riale e fino al 15 Marzo 2009  a:                             rial y hasta el 15 Marzo de 2009 a:

           Ed. Lo Spazio – Via Toscana 9/B - 04022  Fondi (LT) Italia

       Informazioni: Tel. 0771-501053 – E-mail: lumuccitelli@alice.it

 

 

********

NUOVA AFFERMAZIONE IN ARGENTINA DELLO SCRITTORE LUIGI MUCCITELLI DI FONDI CHE È STATO NOMINATO PRESIDENTE HONORIS CAUSA DEL CIRCOLO MEMBRI DELLA FONDAZIONE "JUAN VUCETICH" DI LA PLATA.

Si tratta di una storica fondazione, oggi anche museo, intitolata allo studioso e ricercatore croato Juan Vucetich, l’inventore della macchina dattiloscopica, il quale emigrato in Argentina seppe dare un notevole contributo tecnologico, oltre che di scrittore, oggi riconosciutogli e onorato largamente.

Luigi Muccitelli che da alcuni anni collabora a diffondere i programmi culturali promossi in La Plata, già membro onorario dell’Istituto Letterario "Horacio Rega Molina", Istituto Nazionale di Studi Storici e Letterari "Leopoldo Lugones" e, appunto, del Circolo Membri Onorari della Fondazione Juan Vucetich, oltre ad essere presente con i suoi libri storici in italiano-spagnolo adottati dall’Università Nazionale di La Plata e si trovano in molte biblioteche della Provincia di Buenos Aires, con questa nuova nomina viene avvalorato il suo impegno di scrittore bilingue e promotore culturale internazionale.

CIRCULO DE MIEMBROS HONORARIOS

DE LA FUNDACION "JUAN VUCETICH"

LA PLATA * REPUBLICA ARGENTINA

El Nuevo Consejo Directivo

aprobado por la Asamblea en abril 2009

resulta así nombrado:

Presidente "Honoris Causa": Escritor/Editorialista Luigi Muccitelli;

Presidente: Lic.Horacio Dotti;

Vicepresidente I: Crio. Gral.Guillermo Miguel Adrover;

Vicepresidente II: Crio. Gral. Rubén Antonio Rueda;

Vicepresidente III: Crio. Insp. Dr. Marcelo Dante Lioni.

Secretario Académico; Atilio Milanta (h);

Prosecretario Académico: Prof. Juan Hosé Terry;

Secretario General: Crio. Miguel Amílcar Prados;

Prosecretario General: Crio. Insp. Hugo Carlos Sigliani;

Tesorero: Prof. Cra. Mabel H. Pérez;

Protesorero : Sr. Juan Carlos Morzilli.

Secretario Administrativo: Crio. Insp. Lucas Girardengo Fontana;

Prosecretario Administrativo: Sra. Marí Emilia Bertolini.

CONSEJO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS HISTORICO-CIENTIFICOS.:

Crio: Myr. DR. Julio B. Acevedo; Crio. Insp. Dr. Ricardo D. Andrich; Crio, Myr, Osvaldo E. Barco; Cr io. Insp. Gral. Héctor Eli Berutti; Crio. Insp. Raúl M. Cheves: Prof. Lic. Alejandro E. Espinosa; Crio. Insp. Norberto M. Fauroux; Prof. Santiago D. Fazzini; Presb. R.P. Ramón Folgueras; Prof. Dr. Guillermo G. Gallo; Crio. Insp. Lucas Girardengo Fontana; Crio. Myr. Dr, Carlos Langones; Crio. Lic. Hernán López; Crio. Insp. Alicia Martínez; Crio. Insp. Ing. Guillermo Martínez Pass; Atilio Milanta (h); Escritor Luigi Muccitelli; Mons, Emilio P. Monni; Sgto. Ayte: Angel Osés; Prof. Dr. Orvaldo H. Raffo; Prof. Carlos Sozzani; Prof. Juan José Terry; Crio. Myr. DR. Angel O. Zanotti y Dr. Haroldo T. Zuelgaray.

LA PLATA, abril 2009

 

 

(Le notizie e le foto possono essere parzialmente utilizzate per uso di studio e ricerca citando la fonte: Luigi Muccitelli 
sito internet visitaitri.it) 

 

                                                                                                   © Pino(Giuseppe) Pecchia

                                                                                                            www.visitaitri.it