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Luigi Muccitelli: poeta, pittore, scrittore
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1) "Castelletto feudale sulla Ripa di Fondi", olio su tela, cm. 70x100 (collezione privata, Italia)
2) "Scorcio del Lago di Fondi verso Monte S. Biagio", olio su tela, cm. 70x100 (collezione privata, Italia)
3) "Antico porticato delle Benedettine di Fondi", olio su tela, cm. 60x80 (collezione privata, Italia)
4) "Vicolo di Fondi con porticato", olio su tela, cm.60x80 (collezione privata, Italia)
5) "Primo Mercato Ortofrutticolo degli anni '30", olio su tela, cm. 80x100 (collezione privata, Italia)
6) "Facciata della Chiesa di S. Maria in Piazza", olio su tela cm. 50x70 (collezione privata, Australia)
7) "Lavandaie al Ponte della Mola della Corte", olio su tela, cm. 70x100 (collezione privata, Italia)
8) "Natura morta", olio su tela, cm. 50x50 (collezione privata, Australia)
9) "La donzella di Fondi alla vendemmia", olio su tela, cm. 50x70 (collezione privata, Italia)
Due manifestazioni tra quelle organizzate dall'artista fondano:
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1985"Concorso-La
Letterina di Natale" |
Muccitelli s' intrattiene con la vincitrice. Il concorso riservato ai bambini delle scuole italiane ebbe l'adesione di Papa Giovanni Paolo II nonché di istituzioni pubbliche.
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1980: Aula Consiliare del Comune di Sperlonga, Premio Internazionale di Poesia e Giornalismo "Città di Sperlonga" organizzata per tre lustri da Luigi Muccitelli. Proclamazione della poesia prima classificata.
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"Muccitelli premiato da Buonassisi al Premio Giornalistico " Il Marsala nel Bicchiere 1988"
2003- Di recente è stato ospite della trasmissione “La Domenica del Villaggio” dell' emittente televisiva "Rete-4" del "Gruppo Mediaset".(foto: Muccitelli con il conduttore della trasmissione Mengacci, mentre legge la poesia in dialetto fondano "Femmena malandrina" .
* * *
da Giulia Gonzaga "La Contessa di Fondi" ed. Lo Spazio: una poesia che Muccitelli ha scritto per la bellissima Nobildonna fondana:
Julia E' DOLCE NEI SECOLI CANTAR
Donna sublime, aleggi come Dea
nel maniero antico di memorie,
dove la tua beltà i sogni ardea
fra canti, danze e le dolci arie.
Pungean gli occhi tuoi assai cautivi
fremean i petti e le menti eccelse
anche di quei figuri loschi e altivi
che a te miravan con i pugni all'else.
Dolce fanciulla, vergine immolata,
dileggiato amore dal nefasto fato,
giammai cedesti pur se idolatrata
con false lusinghe ed il verbo alato.

La tua bellezza oscurò la veste
che ti fece indossare la sciagura
all'improvviso priva delle feste
alla tua corte pregna di paura.
Eppure fosti salda nel potere
che tutti ti volean usurpar
e al tempo fosti madre e nonna vere
seppur il ventre non poté pregnar.
Julia, è dolce nei secoli cantar
la tua purezza, lo spirto, le tue gesta,
come se mai dovessi tu andar
nell'oblio profondo, ignorata e mesta.
LUIGI MUCCITELLI e nato a Fondi nel 1933, dove risiede ed opera in campo artistico e letterario. Promotore di varie iniziative, ha rapporti con qualificati enti di promozione culturale nazionali ed internazionali. Da sempre è impegnato nel la rivalutazione storica e culturale di Fondi, alla quale ha dedicato da poco "Cefeleata Dòcia" (Una dolce zufolata) un libro di poesie in dialetto ciociaro;
1967- Vince il premio letterario "Il Machiavelli " con il romanzo "Una stella nel buio" ;
1969- Fonda la Galleria d'Arte, il Premio Letterario e l'Associazione Musicale"Giulia Gonzga; il Premio di Pittura e Grafica "Città di Fondi";
1970- Fonda la rivista d'arte e letteratura "Lo Spazio"; pubblica il libro di poesie"Strane Stagioni Amiche";
1972- Vincitore del Premio Giornalistico del Brandy Italiano;
1974- Premiato alla IV Bennale di Pittura del Brandy Italiano;
1981- Premio d'Arte e Cultura "Città di La Spezia";
1982- Vince il Premio d'Arte A.I.D.O. con un bozzetto per la realizzazione di un manifesto dell' Associazione;
1983- Vincitore del Premio "Spazioartepisa";
1983- Con il Patrocinio del Comune di Sperlonga, fonda il Premio di Poesia e Giornalismo "Città di Sperlonga;
1988- Pubblica il saggio storico "Vespasiano Gonzaga Colonna - dalla Contea di Fondi al Ducato di Sabbioneta" in italiano e spagnolo;
1988- Vince a Milano il Premio Giornalistico "Il Marsala nel Bicchiere" per un articolo sul celebre vino fondano "Cecubo";
1992- Partecipa alla Fiera dell'Arte ed dell'Antiquariato di Basilea (Svizzera);
1997- Espone alla collettiva "Visioni artistiche d'Italia" a Melbourne (Australia);
1999- Gli viene assegnato a Roma il Premio del Giubileo;
2000- Fonda il Premio Internazionale di Poesia "Simon Bolivar El Libertador" pubblicando un'antologia in italiano e castigliano;
Le foto personali dei quadri e il curriculum vitae,, sono stati inviati dal Muccitelli e pubblicati in forma ridotta con il consenso dell'autore.
In data 19 febbraio 2004, è pervenuto uno scritto, tratto dal Magazine" Lo Spazio" il cui editor e Luigi Muccitelli, che pubblico su esplicita richiesta dell'autore.
UN POETA DEL VENTESIMO SECOLO * SOLITARIO E SCONTROSO AVEVA RECISO LE PROPRIE RADICI OGGI CONTESE TRA I COMUNI DELLA NATIA FONDI E QUELLO DI PATRICA IN CUI È STATO SEPPELLITO PER VOLONTA’ ESTREMA.
di
Luigi Muccitelli)
"Ritratto di Libero de Libero" "Lettere di solidarietà per le manifestazioni
di Mino Maccari,
1946
artistiche, letterarie e musicali di Luigi Muccitelli"
UN
CENTENARIO SFOCIATO
IN UN' ASSURDA
LITE TRA
FONDI E
PATRICA
La Città di Fondi, lo ha ricordato nel centenario dalla
nascita. Un atto d’amore per il “Figliuol Errante” le cui ossa sepolte
da circa venti anni nel cimitero di Patrica, un paesino collinare nel
frusinate, oggi si vorrebbero trasferire sotto la terra natia per cui, in
vita, egli non seppe esprimere il suo profondo amore e né placare il suo
tormento. Un tormento durato oltre mezzo secolo per cause
che non molti riescono a comprendere, salvo i pochi amici che
lo seguivano da vicino, dovuti a motivi di antica incomprensione e
ostinata indifferenza verso uno dei rari intellettuali concittadini additato
al volgare disprezzo, per uno scritto giovanile non capito nella sua essenza.
Se
Libero de Libero avesse per un solo istante intuito che le sue ossa sarebbero
state oggetto di sì tanta aspra contesa tra Fondi e Patrica, fra le
incomprensioni e le dicerie di sempre, forse avrebbe modificato
il suo ostinato comportamento di
distacco dalla terra natale o avrebbe chiesto che le sue ceneri
venissero sparse al vento di tramontana sugli Appennini Ciociari. In
questo modo, forse, “Ascoltando la Ciociaria” qualcuno avrebbe percepito
il suo pianto disperato.
Nel
corso della sua tormentata vita di poeta, letterato ed operatore artistico ha
tentato, inutilmente, di recidere le sue radici, covando per lunghi anni un
forte risentimento per le ingiurie subite da
parte di alcuni notabili
concittadini che negli anni 1930, quando si
affacciava alla
ribalta letteraria, a causa di un
suo racconto pubblicato in un giornale nazionale dal titolo “Il
Ritratto del mio Paese”. Il contenuto non piacque
ai benpensanti, in
quanto l’autore aveva
denudato i personaggi e gli
aspetti più deleteri della
società locale. L’irritazione fu tale che ne fecero un’arma di
denigrazione popolare che Libero
de Libero si è portata appresso
come un macigno sull’anima per tutta
la vita.
In
realtà si trattava di una sua prima esperienza giornalistica che richiamava
alla mente un analogo scritto di Charles Dickens che, qualche secolo prima,
aveva descritto le miserie di Fondi nel suo “Diario Italiano”, sostando
con la diligenza presso la scalinata della Cattedrale di S. Maria a Piazza;
cosa che pure ha fatto nella sua Inghilterra e immortalato nei suoi celebri
romanzi. Ma a Libero de Libero, che allora già capeggiava un gruppetto di
aspiranti letterati, artisti, cineasti e politici, che poi trovarono
collocazione a Roma intorno alla rivista “Cinema” fondata da Vittorio
Mussolini, non venne mai perdonato di aver messo in luce solo gli aspetti
degradanti del paese. Avrebbe dovuto, a parer loro, esaltare le bellezze e i
profumi degli aranceti, come aveva fatto Wolfgang J. Goethe annotandolo nel
suo “Diario Italiano”, e adulare le astruse figure dei soliti personaggi
che da sempre si ripropongono nella storiografia locale, quelli, per
intenderci, che hanno sempre occupato il potere sfruttando le risorse
economiche e la dabbenaggine della massa popolana concittadina, mantenendo a
scacco nei secoli un più adeguato sviluppo economico e socio-culturale.
Ma
ritornando al Poeta Libero de Libero, quale figura emergente nella Roma degli
anni 1930, occorre avere un’adeguata conoscenza, una cristiana carica di
coscienza e imparzialità di pensiero, per parlarne obiettivamente. E non
tutti, anche quelli apparentemente più vicini a lui, sono stati sinceri,
capaci di capire e giustificare il suo tormento, la sua negatività verso il paese natale,
che pure "non aveva colpa alcuna" se una minima parte dei suoi
concittadini o falsi amici che nutrivano invidia dei suoi successi letterari.
E prendendo a pretesto quel suo racconto, in cui aveva "denunciato"
le miserie cittadine, incitarono il popolo al disprezzo, perfino all’odio;
mentalità gretta e meschina che ancora
persiste e che, anziché avvalersi del talento dei propri concittadini per un
miglioramento della comune vita civile, soprattutto da parte di chi è
preposto all’amministrazione pubblica,
ancora oggi si continua a "ignorare i vivi e festeggiare i morti".
Lo
scontro-reincontro con Libero de Libero nel lontano 1965, Luigi Muccitelli lo
ebbe quando per sopravvivere, ancora era costretto a lavorare in Germania, dopo essere tornato dal
Venezuela dove aveva conosciuto la xenofobia durante la rivoluzione
civico-militare del 1958, assistendo da vicino alla guerriglia rivoluzionaria
di “Che” Ernesto Guevara e Fidel Castro che defenestrarono il regime
dittatoriale venezuelano di Marcos Perez Jiménez e quello cubano di
Fulgencio Batista.
Un amico
comune che si affacciava sulle scena poetica gli aveva mandato un
libro di versi con prefazione di Libero de Libero, da lui quasi adorato e al
quale post mortem ha dedicato un premio di poesia. E nel leggere tale
presentazione, provò subito una profonda irritazione, come se fosse stato
punto da un insetto maligno. Libero de Libero così esordiva:
“…Una presentazione e una
sigaretta non si nega mai a nessuno…bla-bla-bla…alla fine concludendo:
“Se non fosse di quel paese di cui pure io sono ma di cui ravviso si e no
tre o quattro persone, seppure…”
E
Luigi Muccitelli che soffriva una profonda tristezza per essere costretto a
stare tanto lontano dal paese natio, d’impeto gli scrisse a mano una
lettera di quattro fogli esortandolo a mettere da parte i rancori, ritornare
a Fondi, andare fra i giovani e far sentire la sua voce, andare nelle scuole
per promuovere la conoscenza, stimolare la lettura, allora più scadente di
adesso. E lui gli rispose subito, alla sua maniera, con una cartolina scritta
a monosillabi, quasi per scusarsi, rimandando ad altra data un loro possibile
incontro per una discussione esauriente. Diventarono, però, amici
telepaticamente, dimostrandosi una reciproca e sincera stima, al di là di
qualsiasi remora o pregiudizio, e lui si espresse altrettanto positivamente
nei suoi confronti in qualche salotto romano, dopo il suo ritorno a Fondi,
dove si era dedicato in pieno all’animazione artistica, letteraria e
musicale, organizzando varie iniziative culturali cittadine e anche nella
scuola pubblica. Libero de Libero lo seguiva compiaciuto, anche se continuava
a negare la sua presenza. Scambiò con lui alcune lettere, anche se non si
sono mai incontrati fisicamente.
Ma
già molti anni prima Luigi Muccitelli lo aveva incontrato molte volte,
quando era solo un ragazzo. Egli
tornava a Fondi ogni estate presso una famiglia dirimpettaia e lo vedeva
spesso in pantaloncini corti di stile coloniale, quando andava e tornava a
passo marziale con gli occhi fissi nella lettura del giornale che reggeva a
due mani. Anzi, ebbe da lui indirettamente il primo giudizio sulla sua
capacità letteraria. A quell' epoca, 1947-48, frequentava malvolentieri
l’Avviamento Professionale a Tipo Agrario; glielo avevano portato quasi di
peso. Sua madre agonizzava nel letto di morte ed egli non voleva intristirla
maggiormente. Fu la molla interiore che gli fece scrivere un tema in classe
che il professore d’italiano volle far leggere a Libero de Libero che ne
diede un giudizio assai positivo.
Disse che si trattava di un vero e proprio racconto
che commuoveva profondamente. Il suo primo racconto
che si è perso lungo la sua via crucis. Allora, non pensava lontanamente
all’arte e alla letteratura, e né il paese offriva altre prospettive a chi
non possedesse un’ara di terra da zappare.
Il
poeta affermato e il giovane emergente si ritrovarono trent'anni dopo a
percorrere gli stessi sentieri terreni per raggiungere i traguardi
dell’arte e della letteratura. Sembrava un appuntamento stabilito dal
destino. Bastarono le prime prove a Libero de Libero che rinforzò il suo
apprezzamento per l’azione culturale promossa che rompeva un secolare letargo della vita intellettuale di
Fondi.
E
fu l’unico, del gruppetto degli intellettuali concittadini, che rispose
civilmente incoraggiando Luigi Muccitelli. E ne parlava con una certa
soddisfazione anche nei salotti di Roma dove si discuteva delle carenze
provinciali. Disse: “A Fondi, la mia città, è nata una Galleria d’Arte,
un Premio Letterario, un Premio di Pittura e Grafica che Luigi Muccitelli
organizza con provata capacità…” Tanto da spingere il Comm. Russo, titolare della
Galleria la Barcaccia di Roma in Piazza di Spagna, a venire a Fondi per dare
una mano. Infatti, voleva affidare a Luigi Muccitelli una trentina di opere d’arte
di noti autori in voga e altamente quotati, fra i quali: Giorgio de Chirico,
Maccari, Mafai, Guttuso, Gentilini, Vespignani, e altri, ma egli non volle
assumersi l’impegno, prima perché sapeva che non era facile venderli e per
la responsabilità in caso di furti delle opere. Tornando a Libero de Libero
che oggi riceve tanta attenzione, strumentale, ma non un sincero
apprezzamento, poiché tutti ne
parlano ma ben pochi
conoscono la sua storia letteraria, o hanno mai letto una sua poesia. Mentre
qualcun altro si sforza di trovare parole benevoli, e scuse, anche da parte
di certi relatori invitati spesso a Fondi, i quali continuano a dire che, si,
era un valido poeta, ma era scontroso, iracondo, scostante, solitario e
polemico nella critica alle opere pubblicate ad altri amici letterati.
Omettendo di aggiungere, però, che quelli erano schierati nei vari partiti
di governo. Mentre Libero de Libero, coerente con il suo nome, non accettava
strumentalizzazione politica, tanto è vero che rifiutò la nomina a
Direttore Artistico del Teatro dell’Opera di Roma.
Nella
sua indole era profondamente fondano, ma non come coloro che per le piazze
vanno quotidianamente parlando a vanvera, per sentito dire, non per
conoscenza reale, e avversano ogni cosa fatta dagli altri, specie nel campo
intellettuale che stimola vanità, per cui non accettano di riconoscere il
merito altrui. Un comportamento, oggi, incrementato più marcatamente dalla
politica dominante, per calcolo elettorale, vulnerabilità al sorriso
ammiccante e alle false promesse di voto preferenziale.
UNA
POESIA DI
LIBERO de
LIBERO PREMIATA
AL
PREMIO
LERICI - PEA 1967
PER UNA
RAGAZZA VIRTUOSA
DI GIORNO
La notte dei tuoi passi, la tua notte
su tacchi acuti gira il ritornello
dei ciechi incontri e vellutati scontri,
di abbracci scuciti con fretta galante
e denti stretti a bacio che non lega.
Della tua mano è trucco prudente
che senza stringere carezza ogni fiamma,
per strade furtive il tuo letto volante
mai sprofonda in abisso, uno spasimo
virtù non guasta né ti sciupa la veste.
Non ha stilla che brucia né seme che scoppia,
acerba non è la rosa che difendi
col graffio d’una livida bugia:
non è fango che inghiotte né fumo che sporca,
amore fuggitivo non ti smaglia
i fianchi con un brivido d’anguilla.
O avara di te che sperperi innocenza,
all’inferno d’un armadio ritorna ogni alba
complice la tua larva, tu indolente
rientri nel marmo che al giorno figuri.
LIBERO de
LIBERO (Fondi 1903 –
Roma 1981)
(La
Giuria del Premio di Poesia Lerici - Pea 1967 era composta da Rafael Alberti,
Libero Bigiaretti, Ferdinando Giannessi, Walter Mauro e Luigi Silori)
POST SCRIPTUM
(Letterina a F.)
Non passerò più per le tue strade
nelle tue case non entrerò;
mai più ti cercherò con la rugiada
e l’azzurra lucertola sui muri.
Per altre contrade mi sposta un vento
e i suoi giardini non rimpiange
né scale e chiome delle tue stagioni.
Era grande l’ultima tua luna
che ahimé io vidi alla svolta
d’un odore più verde dei limoni.
M’insegna il gelo della tua indolenza
dove a memoria di lutti perdenti
stanno pietre senza nome né date,
e in cenere andate le mie colline.
Per te sospira un fazzoletto ricamato
in tasca a un abito che non è più mio,
altro non dirò più quando una rosa
non sbocci dalla spina che mi brucia.
N.B. Quell’abito di flanella grigia che lasciai
nell’armadio della mia stanza.
Libero de Libero
Nota critica:
‘’In un momento di estrema tristezza, mosso da un antico rancore (non esplicitamente motivato), Libero de Libero dedica quest’accorato ‘’addio’’ alla sua città natale, in cui non vuole più tornare. (Incoerenza del poeta, in quanto risulta per testimonianza diretta, vi ritornò più volte, sebbene alla chetichella per stare qualche giorno in casa del fratello Dante). Nel verso ‘’M’insegna il gelo della tua indolenza…’’ è chiaro il suo disappunto, poiché nelle sue passate stagioni di visite a Fondi, quando già si andava facendo largo nel campo della poesia, si sentiva rifiutato, ignorato, dai suoi concittadini, forse (e questo lui non lo dice), perché avevano negativamente interpretato il suo racconto “’Ritratto del mio paese”, pubblicato su un quotidiano nazionale. Tuttavia, non può accettarsi tale sentimento, pur comprendendo a fondo il disappunto che esprime, riversato incompresibilmente sulla città natale (quando ancora oggi si perdura, e più aspramente, a ignorare chi l’ ama veramente, al di là e al di sopra di ogni umana debolezza o negazione, e si prodiga per essa e la onora in ogni dove”.
LUIGI MUCCITELLI
Lo Spazio – International Art & Literature Magazine
Omaggio al Regista
da LA SETTIMANA INCOM * ANNO VI * 14 NOVEMBRE 1953 N.46
(a cura de Luigi Muccitelli * international @ Copyright)
Il giornalista Emilio Springolo inviato da La Settimana INCOM Illustrata così scrisse in grassetto: ( Il film “Giorni d’Amore” è la storia dei tanti ratti consensuali che le coppie di contadini meridionali organizzano per non sostenere le spese della festa di nozze) .
“Fondi, novembre. Tra i contadini del Meridione d’Italia vige una strana abitudine, vecchia quanto le pietre dei paesi bruciati dal sole. Quando le condizioni economiche di due fidanzati sono tanto misere da non permettere ai giovani le nozze regolamentari – con velo bianco, fiori d’arancio, vestiti fatti apposta per l’occasione, confetti e pranzo agli invitati – e quando soprattutto i due promessi sposi non sanno dove andare a trovare i quattrini per impiantare una casa nuova con mobili comperati in città e la coperta di raso sul letto, risolvono la situazione scappando dal paese… ecc’’.
Indubbiamente, sorvolando l’etichettatura sulle “coppie di contadini meridionali” che in epoca di ristrettezze economiche, usavano come espediente la fuga consensuale per non poter far fronte alle ingenti spese che comportavano un matrimonio tradizionale, il che era solo un aspetto della società fondana, ma anche di tutte le famiglie del nord italiano, in cui si agitavano forti contrasti, negatività, volontà d’imporre matrimoni “d’interesse”. In particolare nelle zone soggette alla caduta del feudalesimo e alle profonde spaccature sociali, dove, da una parte i nuovi possidenti, che combinavano unioni tra consanguinei, dall’altra i nuovi ‘’piccoli proprietari” di borbonica memoria, che erano i più accaniti nel saldare i confini degli appezzamenti di terreni sottoposti alla spartizione ereditiera. Infine, c’era la massa della popolazione composta dai nullatenenti e umili artigiani che barattavano il proprio lavoro con alimenti vari che non bastavano mai a saziare le famiglie.
Questo Giuseppe De Santis lo sapeva bene, essendo nato anche lui all’indomani della Prima Guerra Mondiale, adolescente tra le difficoltà provinciali, nutrendosi di sogni e ambizioni cinematografiche. Allievo prima di Luchino Visconti, quando il Neorealismo faceva esplodere la passione politica spingendo alla lotta di classe. Quindi, prima con il film “Non c’è pace tra gli ulivi” in cui, appunto, affronta il tema del “matrimonio forzato” tra il ricco proprietario, già in età senile, spesso prepotente e magari deforme, detto in gergo “Cappello di Suola” (cioè intostato con l’amido e forgiato alla guappo) e la bella popolana costretta a rinunciare al vero amore.
Nel film “Giorni d’Amore” mette in luce la forzata rinuncia dei poveri, pur sani e belli in modo eccezionale, ma sottoposti alla dura tradizione negativa nella mentalità fondana. Uno stato sociale fatto di privazioni, d’impossibilità a superare la precarietà economica, impediti finanche a emigrare nei vari paesi del mondo dove i “piú fortunati” sono andati svendendo quel poco che possedevano per pagarsi il viaggio.
MARINA VLADY E MARCELLO MASTROIANNI IN UNA SPLENDIDA IMMAGINE DEL FILM
‘’GIORNI D’AMORE’’ GIRATO A FONDI NEL 1953
Tuttavia, è da credere, che Giuseppe De Santis che si allontanò da Fondi negli anni 1930, aggregandosi ai pochi rampolli che poterono frequentare l’università a Roma, attraverso varie vicissitudini, mosso dalle aspirazioni personali, perse il contatto con i reali usi e costumi di Fondi, rappresentandoli non adeguatamente. Infatti, il suo film “Giorni d’Amore” sa più di farsa e non affronta le vere problematiche che caratterizzarono la “mentalità patriarcale”. Le situazioni di miseria estrema, gli impedimenti a costruirsi un futuro migliore in un paese chiuso ad ogni possibilità di sviluppo, quando l’unica risorsa era il lavoro dei campi, riservato, però, ai nuclei familiari dei coloni (ie parzenàle) e a un bracciantato giornaliero che garantiva appena la sopravvivenza delle famiglie povere.
Di conseguenza, c’erano anche le preoccupazioni di quei genitori, sia benestanti o “senza terra” che speravano di dare ai propri figli “un futuro prospero”, specie alle figlie che spesso s’invaghivano di giovani baldanzosi ma “senz’arte e senza parte”, cioè nullatenenti, ai quali si opponevano strenuamente.

FILM ‘’GIORNI D’AMORE’’ - MARINA VLADY E CARMINA MUCCITELLI
NELLA SCENA DELLA RACCOLTA DEI COCOMERI
È vero che molti matrimoni si risolvevano con la fuga di comune accordo, non potendosi permettere le spese per uno sposalizio in chiesa con l’abito bianco, lo strascico di parenti e amici e il pranzo finale. Ma c’erano pure le frequenti scappatelle dei veri innamorati che sfidavano l’opposizione dei genitori, le molte difficoltà nell’affrontare la nuova vita, consapevoli di andare incontro ai duri sacrifici, alle notevoli rinunce per mettere su famiglia senza un orizzonte preciso. “Due cuori e una capanna".
Capitava che dall’unione ideale di due cuori innamorati nascesse un primogenito vispo e bellissimo, il primo nipote che doveva aprire i cuori dei nonni. Invece veniva ignorato ostinatamente, considerandolo quasi “un bastardo”, privato di quel vero sentimento d’amore che scaturisce nell’anima umana.
Poi, c’erano i matrimoni della ricca borghesia contadina, l’unione tra “Cappelli di Suola” e le femmine procaci, superbe, che sfilavano per il Corso Appio Claudio, con un corteo che allungava lo strascico dell’abito bianco, tra parenti, amici ed autorità che venivano definiti la lunga coda. In vernacolo:“la Colalònga”, cioè, che esprimeva ricchezza. Mentre, chi non poteva permetterselo era considerato di modeste condizioni economiche. Infine, tante coppie andavano di buon mattino in chiesa e s’infilavano le fedi nuziali di fronte al sacerdote promettendosi eterno amore. * LUIGI MUCCITELLI *

De Santis spiega alla Vlady la scena da interpretare. Una pausa (De Santis e figuranti) durante le riprese.
La bravura del Regista Giuseppe De Santis riconosciuto in campo della cinematografica internazionale come uno dei più validi esponenti del Neorealismo Italiano, come scrisse il noto critico francese Georges Sadoul:
NELL’ENCICLOPEDIA ‘’DICTIONNAIRE DES CINÉASTES – Éditions du Soleil, 1961 – tradotta in italiano IL CINEMA / I CINEASTI – per le Enciclopedie Pratiche Sansoni, Firenze 1967.
GIUSEPPE DE SANTIS * Regista italiano
(Fondi 11 febbraio 1917 + Roma 1997)
‘’Violento, barocco, dalle profonde preoccupazioni sociali e umane, fu forse la figura di primo piano nella seconda ondata di registi del Neorealismo, rivelatosi nel 1946-50, ottenne allora uno strepitoso successo con Riso Amaro, opera tuttavia inferiore a Caccia Tragica e a Roma ore 11, il suo film più riuscito. Scriveva nel 1942, come giovane critico, prima di diventare assistente di Visconti per Ossessione:
“Andiamo da tempo propugnando un risveglio delle coscienze e un indirizzo realistico, perché niente può offendere di più i nostri animi che una falsa interpretazione della vita e dei sentimenti di essa.
Vorremmo che nelle opere di Kafka si sapessero scrutare gli illimitati orizzonti di una fantasia che non sa mai dimenticare lo stato sofferente dell’uomo sulla terra, le sue solitudini, le sue difficoltà d’evasione, e nell’evasione stessa la grandiosa potenza dei reciproci scambi umani. Liberamente le nostre simpatie sono state rivolte, sempre, verso un cinema che sapesse indagare nell’intima essenza della realtà e che delle sue esigenze sapesse intendere il valore storico, il suo cammino ansioso e incerto. Arte è reincarnazione della storia. Le ragioni che configurano un paese in un modo anziché in un altro, tutto questo è storia, imprescindibile in ogni opera d’arte…” .
(Rivista Cinema, n. 155, 12 dic. 1942)
‘’Così definiva, in condizioni difficili sotto il fascismo, il Neorealismo che doveva ben presto nascere e di cui divenne uno degli esponenti, dopo essere stato giovane teorico. Ma dopo essersi imposto internazionalmente, conobbe un periodo duro essendosi opposto in modo diretto alle varie censure, ed essendosi battuto al massimo per realizzare anche o soggetti proibiti, non sempre con successo. S’è orientato quindi verso le produzioni con i paesi dell’est e con l’URSS, con risultati ancora una volta pienamente convincenti. Il suo gusto populistico e romantico non sempre è rimasto contenuto nei limiti di un’accettabile visione della realtà.
Allievo al Centro Sperimentale di Cinematografia e vivace critico sulle pagine di ‘’Cinema’’ negli anni 1941-1943. Assistente di Visconti, 1942 ‘’Ossessione’’, Regista Vergano; ‘’Il Sole Sorge Ancora’’. regista nel 1947 di ‘’Caccia Tragica’’; ‘’Riso Amaro’’ 1950, ‘’Non c’è Pace tra gli Ulivi’’, Raf Vallone, Lucia Bosé, Maria Grazia Francia, Folco Lulli; 1951 ‘’Roma ore 11’’; 1953 ‘’Un Marito per Anna Zaccheo’’, sceneggiatura di Laurani, Giannetti, Puccini, De Santis, Petri; fotografia di Martelli; interpreti Silvana Pampanini, Massimo Girotti, Amedeo Nazzari; 1954 ‘’Giorni d’Amore’’ sceneggiatura De Libero, De Santis, Petri, Puccini; fotografia di Martelli, interpreti Marcello Mastroianni, Marina Vlady; 1956 ‘’Uomini e Lupi’’, fotografia di Portalupi, interpreti Silvana Mangano, Yves Montand, Pedro Armendariz; 1958 (in Jugoslavia) ‘’La Strada Lunga un Anno’’, fotografia Scarpelli, interpreti Silvana Pampanini, Eleonora Rossi Drago, Massimo Girotti, Gordona Miletic; 1960 ‘’La Garçonnière’’, interpreti Eleonora Rossi Drago, Raf Vallone, Gordona Miletic; 1964 (in URSS) ‘’Italiani Brava Gente’’, fotografia di Sechi, interpreti Raffaele Pisu, Lev Prygunov, Andrea Checchi, T.Samoliova’’.
(Biografia essenziale riportata dal critico francese Georges Sadoul)
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IL POETA E SCRITTORE LUIGI MUCCITELLI
nominato membro onorario dell’importante
Istituto Letterario Horacio Rega Molino
della Repubblica Argentina
Importante quanto qualificato il riconoscimento attribuito al poeta e scrittore Luigi Muccitelli che gli deriva dalla sua lunga attività letteraria nella sua dualità italiana-castigliana che esprime come autore-traduttore della poesia latinoamericana di cui si occupa, particolarmente, in favore dei poeti più autentici pubblicati in antologie e diffusi attraverso la sua rivista internazionale Lo Spazio d’Arte e Letteratura.
Nel corso della cerimonia ufficiale che si è svolta a La Plata, in occasione dei 108 anni della nascita del grande umanista argentino Horacio Rega Molino,il presidente della Fondazione Atilio Milanta, notissimo poeta, letterato, legislatore e cattedratico nella Facoltà delle Scienze Economiche all’Università Nazionale di La Plata, con firma di tutto il Consiglio Onorario di Omaggio e Protocollo, ha conferito il Diploma di Membro Onorario al poeta scrittore Luigi Muccitelli, con la motivazione seguente:
“É protagonista di iniziative umanistiche, culturali, benefattrici e d’accordo con tutti quelli di questo Istituto si conferisce il presente Diploma di Membro Onorario, che cosí lo accredita…”
Il documento è stato approvato dall’intero Consiglio Onorario d’Omaggio e Protocollo, mentre il diploma reca la firma, oltre che del Presidente dell’Istituto, del Segretario Accademico Attilio Milanta figlio e dei Membri Onorari professori Mabel Pérez, Jorge Gimenéz Perret, Ricardo Volpe e Angel L. Osés.
Durante la cerimonia, alla presenza delle autorità di governo ed esponenti del mondo della letteratura e universitario, intellettuali, rappresentanti della stampa e della televisione, particolarmente commovente è stato il concerto del Coro dell’Ospedale Sbarra in La Plata diretto dalla Ma. Marina Buffagni, seguito dal virtuosuo cantore-chitarrista Atilio Milanta figlio.
10 luglio del 2007 LA PLATA – REPUBBLICA ARGENTINA
CORRESPONDE EXPE. J/0831/08 CORRISPONDE ESPE.J/0831/08
Resolución (CS) Nro.66/2008 Risoluzione (CS) Nro.66/200
Junin, 22 de julio de 2008 Junin, 22 luglio del 2008
Visto : Visto:
La donación efectuada por el Dr. Atilio Milanta,Profesor La donazione effettuata dal Dr.Atilio Milanta,Pofessore Ti-
Titular de la asignatura ‘’Actuación Laboral’’(Derecho del Tra- tolare del corso di studi ‘’Attuazione Lavorativa’’ (Diritto del La-
bajo) de la Facultad de Ciencias Económicas (UNLP), y voro) della Facoltà di Scienze Economiche (UNLP), e
Considerando : Considerando :
Que, a fs. I de expediente el Sr.Pablo C.Gómez ; del Centro de Che,a fs. I del procedimento il Sig. Pablo C. Gómez; del Cen-
Estudiantes (Franja Morada Conducción) Regional Junin,Facul- tro di Studenti (Franja Morada Conduzione) Regionale Junin,
tad de Ciencias Económicas (UNLP) hace llegar la intención Facoltà di Scienze Economiche (UNLP) fa presente l’intenzio-
del Dr. Atilio Milanta, Profesor Titular de la asignatura ‘’Actua- ne del Dr. Atilio Milanta, Professore Titolare del corso di studi
ción Laboral’’(Derecho del Trabajo) de la Facultad de Ciencias ‘’Attuazione Lavorativa’’ (Diritto del Lavoro) della Facoltà di
Económicas (UNLP) de donar a esta Casa, los libros ‘’Colegio Scienze Economiche (UNLP) di donare a questa Casa, i libri
de Abogados ‘’Memoria y Balance’’ del Departamento Judicial ‘’Collegio degli Avvocati Memoria e Bilancio’’ del Dipartimento
de La Plata, ejercicio 2007/2008; ‘’El asesinato del Cardenal Hi- Giudiziale di La Plata, esercizio 2007/2008; ‘’L’assassinio del
pólito de Medici’’ de Luigi Muccitelli,Editorial Lo Spazio (2006); Cardinale Ippolito de Medici’’ di Luigi Muccitelli delle Edizioni
‘’Idioma D’Amore’’ de Luigi Muccitelli de Editorial Lo Spazio Lo Spazio (2006); ‘’Idioma D’Amore’’ di Luigi Muccitelli delle
(2007); ‘’La Mesa’’ de Atilio Milanta de Editorial Lo Spazio Edizioni Lo Spazio (2007); ‘’La Mesa/ La Tavola Imbandita’’di
(2006) y ‘’La Petrona de Osvaldo Eliseo Barco de Editorial Dei Atilio Milanta delle Edizioni Lo Spazio (2006) e ‘’La Petrona’’
Genitrix (2007) di Osvaldo Eliseo Barco delle Edizioni Dei Genitrix (2007)
Que dicho material será de valioso aporte para la Formación Che detto materiale sarà valido apporto per la Formazione dei
de nuevos profesionales de esta Universidad. nuovi professionisti di questa Università
Que conforme lo preceptuado en el Articulo 76 inciso 18 del Che conforme al precettato nell’Articolo 76 paragrafo 18 dello
Estatuto de la Universidad, es facultad de este Consejo Supe- Statuto dell’Università, è facoltà di questo Consiglio Superiore
rior la aceptación de herencias, legados y donaciones.- l’accettazione delle gerenze, allegati e donazioni.-
Que existe dictamen favorable de la Comisión de Asuntos Che esiste dettame favorevole della Commissione degli Affari
Económicos Financieros a fs. 2 del expediente de marras Economici Finanziari a fs.2 del procedimento di prassi
Que el Cuerpo trató y aprobó por unanimidad el tema en su Che il Corpo ha trattato e approvato all’unanimità il tema nella
sesión ordinaria del día 11 de julio de 2008, Acta Nro.4 sua sessione ordinaria del giorno 11 luglio del 2008,Atto Nº 4
Por ello: Per cui:
EL CONSEJO SUPERIOR DE LA UNIVERSIDAD NACIO- IL CONSIGLIO SUPERIORE DELL’UNIVERSITA’ NAZIO-
NAL DEL NORESTE DE LA PROVINCIA DE BUENOS NALE DEL NORESTE DELLA PROVINCIA DI BUENOS
AIRES en uso de sus atribuciones, Articulo 76 inciso 18 AIRES, nell’uso delle sue attribuzioni,Articolo 76 parg.18
del Estatuto, dello Statuto,
RESUELVE : RISOLVE :
Articulo 1º : Aceptar la donación efectuada por el Dr. Atilio Articolo 1º: Accettare la donazione effettuata dal Dr. Atilio Mi-
Milanta, Profesor Titular de la asignatura ‘’Actuación Labo- lanta, Professore Titolare del Corso di Studi ‘’Attuazione Lavo-
ral’’ (Derecho del Trabajo) de la Facultad de Ciencias Eco- rativa’’ (Diritto del Lavoro) della Facoltà di Scienze Economi-
nómicas (UNLP) de los libros ‘’Código de Abogados Memo- che (UNLP) dei libri ‘’Codice degli Avvocati Memoria e Bilan-
ria y Balance’’ del Departamento de Justicia de La Plata ; cio’’ del Dipartimento di Giustizia di La Plata; ‘’L’assassinio del
‘’El asesinato del Cardenal Hipólito de Medici’’ de Luigi Cardinale Ippoito de Medici’’di Luigi Muccitelli;‘’Idioma D’Amo-
Muccitelli; ‘’Idioma D’Amore’’ de Luigi Muccitelli; ‘’La Mesa’’ re’’ di Luigi Muccitelli; ‘’La Mesa/La Tavola Imbandita’’ di Atilio
de Atilio Milanta y ‘’La Petrona’’ de Osvaldo Eliseo Barco, Milanta e ‘’La Petrona’’ di Osvaldo Eliseo Barco, destinati alla
destinados a la Biblioteca de UNNOBA. Biblioteca della UNNOBA.
Articulo 2º:Agradecer a la donante su valiosa contribución Articolo 2º: Ringraziare al donante il suo valido contributo con
con nota de estilo adjuntado a la presente.- nota stilata in allegato alla presente.-
Articulo 3º: Registrese Practiquense las comunicaciones Articolo 3º: Si registri inviando le comunicazioni stilate e
de estilo y archivese.- archiviare.
PREMIO LETTERARIO GIULIA GONZAGA
Edizione Speciale 2009
Le Edizioni Lo Spazio realizzano una An- Las Ediciones Lo Spazio realizan una An-
tologia Speciale
riservata alla poesia con- tológia Especial reservada a la
poesia con-
temporanea, al fine di celebrare il quaran- temporanea al fin de celebrar el cuarante-
tesimo della Fondazione del Premio Lette- simo de la Fundación del Premio Literario
rario ‘’Giulia Gonzaga’’ Contessa di Fondi, ‘’Julia de Gonzaga’’ Condesa de Fondi,da-
dama decantata dai più noti letterati del Ri- ma decantada de los más notables literatos
nascimento Italiano. del Renascimiento Italiano.
Gli autori invitati o selezionati possono Los autores invitados o seleccionados
partecipare inviando n. 10 poesie allegando pueden participar despachando n. 10 poe-
il proprio curriculum e una foto personale sias juntando propio curriculo y una foto
in unica copia. La Ns. Direzione provvede- personal en única copia. Ns. Dirección se-
rà a selezionare n. 3 poesie che saranno pub- leccionará n. 3 poesias que seran publica-
blicate in italiano-spagnolo insieme alla fo- das en italiano-español junto a la foto y la
to e la biografia essenziale dell’autore. biografia esencial del autor.
Non è prevista nessuna tassa di partecipa- Nada se debe pagar por la participación
zione da parte dell’autore, né diritto di sor- por el autor, ni derecho algun, siendo una
ta, trattandosi di una libera promozione let- libre promoción literaria, sin finalidad co-
teraria, non a scopo di lucro. mercial.
I poeti inclusi nell’Antologia Speciale Los poetas incluídos en la Antológia
del Premio Letterario Giulia Gonzaga rice- Especial del Premio Literario Julia deGon-
veranno medaglioni d’argento e altri premi zaga recibiran medallones de plata y otros
messi a disposizione di enti pubblici e pri- premios ofrecidos por entidades públicas y
vati. privadas.
Si prega di spedire al piú breve il mate- Se ruega despachar más pronto el mate-
riale e fino al 15 Marzo 2009 a: rial y hasta el 15 Marzo de 2009 a:
Ed. Lo Spazio – Via Toscana 9/B - 04022 Fondi (LT) Italia
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NUOVA AFFERMAZIONE IN ARGENTINA DELLO SCRITTORE LUIGI MUCCITELLI DI FONDI CHE È STATO NOMINATO PRESIDENTE HONORIS CAUSA DEL CIRCOLO MEMBRI DELLA FONDAZIONE "JUAN VUCETICH" DI LA PLATA.
Si tratta di una storica fondazione, oggi anche museo, intitolata allo studioso e ricercatore croato Juan Vucetich, l’inventore della macchina dattiloscopica, il quale emigrato in Argentina seppe dare un notevole contributo tecnologico, oltre che di scrittore, oggi riconosciutogli e onorato largamente.
Luigi Muccitelli che da alcuni anni collabora a diffondere i programmi culturali promossi in La Plata, già membro onorario dell’Istituto Letterario "Horacio Rega Molina", Istituto Nazionale di Studi Storici e Letterari "Leopoldo Lugones" e, appunto, del Circolo Membri Onorari della Fondazione Juan Vucetich, oltre ad essere presente con i suoi libri storici in italiano-spagnolo adottati dall’Università Nazionale di La Plata e si trovano in molte biblioteche della Provincia di Buenos Aires, con questa nuova nomina viene avvalorato il suo impegno di scrittore bilingue e promotore culturale internazionale.
CIRCULO DE MIEMBROS HONORARIOS
DE LA FUNDACION "JUAN VUCETICH"
LA PLATA * REPUBLICA ARGENTINA
El Nuevo Consejo Directivo
aprobado por la Asamblea en abril 2009
resulta así nombrado:
Presidente "Honoris Causa": Escritor/Editorialista Luigi Muccitelli;
Presidente: Lic.Horacio Dotti;
Vicepresidente I: Crio. Gral.Guillermo Miguel Adrover;
Vicepresidente II: Crio. Gral. Rubén Antonio Rueda;
Vicepresidente III: Crio. Insp. Dr. Marcelo Dante Lioni.
Secretario Académico; Atilio Milanta (h);
Prosecretario Académico: Prof. Juan Hosé Terry;
Secretario General: Crio. Miguel Amílcar Prados;
Prosecretario General: Crio. Insp. Hugo Carlos Sigliani;
Tesorero: Prof. Cra. Mabel H. Pérez;
Protesorero : Sr. Juan Carlos Morzilli.
Secretario Administrativo: Crio. Insp. Lucas Girardengo Fontana;
Prosecretario Administrativo: Sra. Marí Emilia Bertolini.
CONSEJO DE INVESTIGACIONES Y ESTUDIOS HISTORICO-CIENTIFICOS.:
Crio: Myr. DR.
Julio B. Acevedo; Crio. Insp. Dr. Ricardo D. Andrich; Crio, Myr, Osvaldo E. Barco; Cr io. Insp. Gral. Héctor Eli Berutti; Crio. Insp. Raúl M. Cheves: Prof. Lic. Alejandro E. Espinosa; Crio. Insp. Norberto M. Fauroux; Prof. Santiago D. Fazzini; Presb. R.P. Ramón Folgueras; Prof. Dr. Guillermo G. Gallo; Crio. Insp. Lucas Girardengo Fontana; Crio. Myr. Dr, Carlos Langones; Crio. Lic. Hernán López; Crio. Insp. Alicia Martínez; Crio. Insp. Ing. Guillermo Martínez Pass; Atilio Milanta (h); Escritor Luigi Muccitelli; Mons, Emilio P. Monni; Sgto. Ayte: Angel Osés; Prof. Dr. Orvaldo H. Raffo; Prof. Carlos Sozzani; Prof. Juan José Terry; Crio. Myr. DR. Angel O. Zanotti y Dr. Haroldo T. Zuelgaray.LA PLATA, abril 2009
(Le notizie e le foto possono essere parzialmente utilizzate per uso di studio e ricerca citando la fonte: Luigi Muccitelli
sito internet visitaitri.it)
© Pino(Giuseppe) Pecchia