www.visitaitri.it

"1911 LA RIVOLTA DI ITRI"

A CENTO ANNI DA UN ECCIDIO

 

 

 ITRI: UNO SCOMODO CENTENARIO

 di Pino Pecchia

Itri, cent’anni fa, è stato teatro di una rivolta popolare. Itrani contro operai sardi giunti in paese per i lavori della “Direttissima” Roma-Napoli. Lo scontro, durato parecchie ore, con l’uso di armi da fuoco e da taglio, provocò la morte di tre sardi e il ferimento più o meno grave di venti di essi: un funesto pomeriggio rimasto tristemente famoso nella storia di Itri. Questo il fatto.

Raccontavano gli anziani, nel riferire di quel terribile giorno (ancora alla fine degli anni ’80), che gli indigeni si erano ribellati alle provocazioni patite da parte dei sardi, nell’anno precedente la rivolta.

Sugli avvenimenti del 13 luglio 1911 ritornò la stampa sarda nel 1987: Il primo contributo di sangue degli emigrati isolani che lavoravano in Ciociaria, per ricordare agli isolani antiche prepotenze perpetrate ai loro danni, mentre il Governo di turno, si apprestava a censire i sardi residenti in Toscana. Un provvedimento giustificato per alcuni rapimenti di facoltosi personaggi. La motivazione, però, era riportata nelle ultime quattro righe di un articolo a cinque colonne!

Il risentimento era palese, e dopo settantacinque anni!

La cronaca basata su notizie del 1911 raccontava di fatti e circostanze a me sconosciuti. Nessun riferimento alla vulgata itrana. Le notizie di quel 13 luglio 1911 furono avvertite con un certo imbarazzo. Le accuse contro gli itrani erano gravissime: la notizia mi colpì.

Quale la verità?

Gli unici documenti in possesso degli storici locali erano delle arringhe difensive, riferite al processo che seguì la rivolta e, com’era logico, legittimavano l’operato degli itrani.

Due tesi contrapposte, che sollecitarono il mio interesse. Iniziai le ricerche sulla base degli elementi di cui disponevo: l’articolo e le due arringhe.

Cercando presso archivi e biblioteche venni a capo di una quantità notevole di articoli di cronaca e di alcuni documenti, che pubblicai nel 2003 dando alle stampe "I Sardi a Itri".

Una ricostruzione super partes di quanto era accaduto. Bisognava saperne di più. Molti gli interrogativi cui dovevo dare risposta.

A distanza di sette anni, tra le pagine del nuovo libro, presentato a Itri il 26 febbraio u.s., il lettore, intrecciando le notizie provenienti anche da archivi privati, risultati preziosi per valutare il periodo precedente il fatto, raccoglie molte verità.

Il processo celebrato presso la Corte d’Assise del Tribunale di Napoli si concluse il 29 maggio del 1914. Trentatré cittadini di Itri, dei cento arrestati, erano stati rinviati a giudizio. Sin dall’inizio risultò evidente la mancanza di prove certe nei loro confronti. Un processo indiziario, quindi, durato tre anni. Il Procuratore Generale invocò l’eccesso di legittima difesa. La giuria popolare fu di diverso avviso. Assolti tutti gli itrani per non aver commesso i fatti loro addebitati. Non mancarono accuse verso chi, a tutti i costi, voleva dare all’opinione pubblica nazionale dei colpevoli, per motivi politici. Ne fecero le spese nove itrani condannati, perché contumaci, a pene detentive da un minimo di diciassette ad un massimo di trenta anni di reclusione. Il sindaco, accusato dai concittadini di non riuscire a trovare una soluzione alla difficile convivenza con i sardi, ironia della sorte, fu arrestato insieme a due consiglieri comunali con lui accusati di aver sobillato la rivolta. Furono prosciolti da ogni accusa nella fase istruttoria, anche se la decisione giunse dopo parecchi mesi di carcere.

La sanguinosa rivolta d’Itri: Fu dovuta ad un risentimento dei cittadini contro il licenzioso e prepotente contegno degli operai sardi pervenuti ad Itri ed in molti comuni limitrofi per i lavori della direttissima Roma-Napoli. L’indignazione per qualche tempo sopita ebbe il suo scoppio nei giorni 12 e 13 luglio, argomentò la sezione d’Accusa.

Un tempo di circa un anno durante il quale il sindaco d’Arezzo aveva invocato presso gli organi competenti il potenziamento della forza pubblica, senza risultato.   

L’ultima richiesta è datata 8 maggio 1911: “… per riparare a qualsiasi funesto evento e conflitto di sangue.” il ministro Giolitti il 19 maggio tra l’altro risponde: “… questo Ministero non ritiene sia il caso di procedere alla istituzione di una delegazione distaccata a Itri…”. Il rifiuto del ministro e l’assassinio di un facoltoso possidente del luogo, avvenuto il 17 maggio, presso la stazione ferroviaria di Sonnino, da parte di due sardi residenti a Itri per lavoro, fecero precipitare gli eventi.

La “Direttissima” che doveva segnare una svolta nello sviluppo commerciale e del trasporto passeggeri, raccordando il centro e il sud dell’Italia, che festeggiava proprio quell’anno il cinquantenario dell’Unità, richiamò in negativo l’attenzione della comunità nazionale sulla cittadina aurunca.

Un severo monito pronunciò il Procuratore Generale, cav. Cacciapuoti, durante il processo che seguì: C’era da restarne offeso il sentimento d’italianità”, riferendosi agli itrani.

Duro anche con gli isolani: … I più prepotenti e arroganti erano i sardi e tra loro riuniti, per quello spirito di solidarietà, che saldamente fuori la patria di origine avvince gli isolani, si davano all’orgia, disturbando la quiete pubblica e trascorrendo talora a private contese ed a reati contro la quiete pubblica.

Tutto era iniziato il 12 luglio con l’aggressione ai danni di un contadino di Itri, che percorreva il centro con un carretto. L’arresto di un sardo provocò la reazione di un centinaio di isolani che assaltarono la caserma dei carabinieri chiedendone il rilascio. La stessa Piazza Incoronazione, dove il giorno successivo fu negato al sindacalista Nardone di tenere un comizio, per motivi di ordine pubblico, per quanto successo la sera precedente, divenne teatro della rivolta.

Alle tre del pomeriggio, infatti, voci incontrollate di possibili aggressioni infiammarono gli animi dei locali e dei sardi provenienti da Formia, dove avevano costituito la Lega del V lotto, coordinati dagli avvocati Nardone e Di Lauro, ebbe inizio la caccia al sardo, come la definirono i giornali di tutta Italia.

Con il nuovo libro: "1911 LA RIVOLTA DI ITRI - A cento anni da un eccidio", pubblicato nel mese di gennaio, è possibile ripercorrere le fasi del processo; dall’escussione di testi delle parti in causa, agli imputati e alle interrogazioni dei deputati sardi e del circondario di Fondi, con abbondanti documenti che gettano una luce ben definita sulle cause che portarono gli itrani alla rivolta quel 13 luglio.

Altri fattori, oltre la provocazione e atti contro la morale comune, furono alla base della rissa. L’aspetto sociale, in primis, riferito agli operai sardi, sottopagati ma difesi ad oltranza dal sindacato, chiamandoli attraverso comizi alla lotta; inoltre, lo stato precario in cui vivevano gli stessi. Quattrocento erano a Itri, in abitazioni per lo più di fortuna, altri seicento alloggiavano in baracche a Fondi, in contrada Sant’Andrea, mogli e figli compresi.

Di recente, la stampa sarda, riesumando cronache del tempo, non sufficientemente vagliate, ha tirato in ballo ancora la camorra, che avrebbe condizionato, secondo i cronisti di allora, la vita degli operai obbligandoli a pagare il pizzo, mentre i sardi si sarebbero rifiutati. Inoltre, elementi malavitosi infiltrati tra i locali, avrebbero sobillato la rivolta.

Una pista di cui, per quanto scovato negli archivi, non c’è traccia.

Sardi e itrani furono vittime di uno scontro non premeditato ma, causato da circostanze avverse, prodotte da un’ombrosa convivenza quotidiana. Se ci fu una visione miope, per gli avvenimenti che si verificarono, questa è da addebitare alle istituzioni.

La “questione” tra sardi e itrani è rimasta aperta. Da parte mia ho voluto gettare, con le ricerche e i contatti avuti con l’associazionismo sardo, subito dopo l’uscita del secondo lavoro, un ponte ideale tra la nostra e la cultura isolana. Sono certo che potranno essere raggiunti risultati apprezzabili. E tempo di affidare agli storici gli avvenimenti di cui ho scritto. “Ora in tutt’altro contesto, culturale e nazionale, a 150 anni dall’Unità d’Italia, confermiamo di voler raggiungere quel comune intento che superi differenze di vedute e distanze di animi”, ha scritto Giovanni Agresti, già sindaco di Itri, nella presentazione del mio libro. Ne sono convinto!

(© Articolo pubblicato dalla Rivista di Fondi, periodico quadrimestrale, n. 2, aprile-giugno 2011, Direttore Lido Chiusano, Direttore responsabile Gaetano Carnevale).

 

 

Dai quotidiani:

 

 

IL TERRITORIO – Latina - 22.2.2011 - p.9

La Rivolta del 1911

“… Sullo sfondo di un’Italia inizio secolo, la rivolta dei sardi a Itri, il bel libro di Pino Pecchia, 1911 LA RIVOLTA DI ITRI A cento anni da un eccidio, rappresenta, un significativo attuale anche al di là del periodo storico e del clima politico culturale in cui ha avuto origine (Leone D’ambrosio)”.

 

LATINA OGGI – 26.2.2011 p. 32

Rivolta d’Itri, la presentazione del libro di Pino Pecchia

“… Lo storico torna a raccontare, a sette anni di distanza da “I Sardi a Itri”... un evento che rappresenta ancora una “ferita aperta”, ovvero l’eccidio della popolazione itrana avvenuta durante gli scontri con gli operai sardi della Direttissima Roma - Napoli. Nelle pagine viene ricostruito il contesto di allora attraverso i fatti, i documenti storici, ma anche il pretesto da cui nacque lo scontro, il processo, le voci e i commenti su ciò che avvenne.

E la vicenda è osservata da entrambi i punti di vista, dalla popolazione locale e dagli “invasori”, senza giudizi o opinioni: con spirito critico, Pecchia riferisce gli avvenimenti vissuti quando l’Italia era già un paese unito, ma lo spirito di unità era ancora lontano dal nascere. Uno degli obiettivi del saggio è proprio questo: aprire un ponte tra Itri e la Sardegna, un ponte ideale che unisca le due terre rivali per una parentesi storica ma che possono essere uniti dalla verità storica (Ga.M.)”.

 

IL MESSAGGERO 25.2.2011 p. 32 Spettacoli & Cultura

Un libro-verità di Pino Pecchia

a cento anni dalla rivolta di Itri.

“… L’autore ritorna su un fatto di cronaca che vide coinvolte, il 12 e 13 luglio del 1911, queste zone per i drammatici scontri con centinaia di operai sardi … Un libro-verità con cui Pecchia getta un ponte ideale tra Itri e la terra di Sardegna… La rivolta di Itri è un frammento di storia d’Italia, unita da appena 50 anni ma ancora lontana da quel senso di unità nazionale che stentava a concretizzarsi (An. Gionti)”.

 

Il CORRIERE PONTINO 25.2.2011 p. 24 Cultura

La rivolta di Itri attraverso lo sguardo di Giuseppe Pecchia.

“1911, La rivolta di Itri. A cento anni da un eccidio. Il fatto. Il pretesto. Il contesto. Il processo. Il commento". Prosegue, con questa nuova produzione libraria… l'analisi e la riscoperta degli eventi più significativi che hanno caratterizzato la storia della cittadina. Analisi e riscoperta, sì; giudizio, no. Questo, in sintesi, il leit motiv dell'opera pubblicata e partorita dalla mente di Giuseppe Pecchia, studioso, scrittore, cultore e amante di tutto ciò che, nel continuo trasformarsi della vita del Mondo, conferisce alle pagine che ne caratterizzano l’eterno divenire, quel sale che sublima il pensiero e il comportamento della specie umana. Ma non è un Pino Pecchia "metafisico" che viene fuori dalla lettura delle oltre duecento pagine del suo nuovo libro.”

“Ad accompagnare piacevolmente il lettore alla conoscenza dei fatti è un Pino Pecchia che
ha raccolto e ricomposto i tasselli del mosaico storico dell'evento, senza aggiungere nient’altro. Non si è preso la briga di destinare nei gironi dei cattivi gli uni e nei cieli dei buoni gli altri. C'è, nell'intento dell'autore, la volontà di approfondire la conoscenza di un evento che la superficiale valutazione degli "opinionisti" dell'epoca aveva superficialmente
giudicato a senso unico, forse per quell'interpretazione tanto cara ai redattori dei testi di storia dove il male deve per forza stare sempre da una parte. Inutilmente il lettore s’imbatterà in sentenze emesse dall'autore. Pino Pecchia, le lascia alla capacità d’interpretazione storica e sociale del lettore.”

“Nell'occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, il libro di Pecchia getta quel ponte che unisce Itri e il continente alla Sardegna, con la ricchezza delle relative culture, in quel processo di autentica integrazione nazionale, da cui prendere le mosse quel disegno di fratellanza totale che si vorrebbe vedere diffuso su tutto l'ecumene terrestre, secondo quell'unico sentimento che l'autore non ha ritegno a nascondere o a trasmettere sottovoce: la forte convinzione dell'eterna valenza del messaggio di pace e di amore che le pagine del Vangelo ci dettano (Orazio Ruggeri)”.

 

LA PROVINCIA 26.2.2011 p. 39 Spettacoli & Cultura

“1911: la rivolta di Itri”: storie di violenza e conflitti

culturali all’ombra della ferrovia.

 

“Ad un secolo di distanza la complessa vicenda dell’Eccidio di Itri resta una ferita aperta nell’epidermide della storia pontina… Ai tanti interrogativi che ancora oggi quella pagina nera solleva, ha provato a rispondere lo storico Pino Pecchia attraverso una intensa attività di ricerca su fonti originali, Ne è scaturito il volume “1911 La rivolta di Itri – A cento anni da un eccidio”… l’opera nasce con l'intento di fornire una solida base documentale… per l’avvio di un confronto finalmente sereno e imparziale, capace di portare a una definitiva pacificazione. Perché la materia viva di quei giorni non manca ancora oggi di suscitare indignazione, scandalo e interrogativi cui pare difficile fornire risposte univoche ed esaustive. È lo stesso Pecchia a guidarci attraverso quei complessi mesi, ricostruendo, atti alla mano, il clima che si respirava all’epoca. Nel 1911 l’unità d’Italia era un primato conseguito da appena un cinquantennio e il nostro paese si presentava con un arcipelago ancora caotico di varianti linguistiche, costumi, modelli di vita, organizzazioni burocratiche differenti, in cui si poteva passare in pochi chilometri dall’efficiente e preindustriale Piemonte al profondo Sud rurale, attraversando magari la Roma postpapalina. In questo mosaico composito prova a mettere ordine la monarchia sabauda e la classe dirigente del Nord. Vengono avviate grandi riforme, opere infrastrutturali, radicali cambiamenti nell’assetto dello Stato che tuttavia, venendo in alcune zone d’Italia percepite come una incomprensibile imposizione, hanno un enorme costo sociale. I lavori per la realizzazione della Direttissima Roma-Napoli son in questo senso la sintesi di un’epoca… Vi lavorano migliaia di persone provenienti da ogni zona d’Italia e tra Fondi e Itri vengono inviati circa 1000 operai sardi. Sono cittadini sabaudi molto tempo prima del resto d’Italia, ma parlare di “italiani”, a pochi anni dalla nascita del Regno, è ancora una questione complessa. Ad Itri il rapporto con la popolazione è improntato alla reciproca diffidenza: la loro presenza viene percepita come estranea ai tradizionali ritmi di vita del borgo rurale. Le condizioni di lavoro massacranti e le paghe ridotte concorrono poi ad alimentare un clima di insofferenza. Alcuni incoscienti – dall’una e dall’altra parte – aiutano a far divampare la rivolta… che porterà all’uccisione di 3 persone, al ferimento di numerose altre… lo stato ha sottovalutato il pericolo di trasferire in blocco centinaia di lavoratori dalla loro terra in un luogo nuovo, senza curarsi delle loro condizioni di lavoro e di vita, del contesto in cui avrebbero dovuto operare. I giornali dell’epoca, i gruppi parlamentari dell’una e l’altra zona, si scatenano in una ridda di reazioni al vetriolo… Dopo Rosarno e Castel Volturno la vicenda di Itri viene evocata come precedente storico. Pecchia, dal canto suo, lascia da parte suggestivi parallelismi: nel volume sono raccolti articoli d’epoca, testimonianze dirette, verbali, fotografie ed atti processuali. Una massa documentale proposta senza accenti e teorie precostituite, come supporto essenziale per il dibattito storico e perché ognuno, esaminandolo, possa farsi una propria idea al riguardo. Nessuno potrà mai sanare quella ferita. Una equilibrata analisi, un giudizio storico ponderato, una lettura razionale contribuiranno tuttavia a rendere giustizia a coloro che furono toccati da quella violenza. Una violenza sottovalutata dallo Stato, che in un’Italia ancora pienamente da unificare, pensò di giocare la carta del progresso, incurante dei pesanti costi sociali che esso avrebbe esatto (Aldo Anziano)”.

 

 

ITALIA SERA quotidiano di Roma, 23.3.2011, p. 23 “Cultura & Società

La rivolta di Itri del 1911

“Il 12 luglio ad Itri nel sud pontino… un contadino venne aggredito e ferito da alcuni operai sardi impegnati nella costruzione della “direttissima Roma – Napoli”… l’intervento di due carabinieri accorsi per sedare gli animi e per arrestare Cuccuru Giovanni autore del ferimento, si trasformò in una aggressione da parte di altri operai accorsi per liberare il loro compaesano… Il giorno seguente vi fu un nuovo tentativo da parte di molti sardi per liberare l’operaio arrestato… La “guerriglia” urbana si concluse con la morte di tre operai sardi e di venti feriti. Il tragico fatto di cronaca fu interpretato dalla stampa dell’epoca come frutto dei pregiudizi e degli atteggiamenti ostili degli itrani nei confronti dei sardi accendendo polemiche e reciproche accuse di intolleranza “razziale” tra la Sardegna e il Lazio… In realtà lo scontro fu l’inevitabile conseguenza dei mancati interventi delle autorità centrali, sollecitate da quelle locali, nell’adozione di misure concrete per migliorare l’integrazione sociale dei lavoratori… attraverso l’attuazione di strumenti idonei a modificare concretamente, migliorandole, le loro condizioni di vita. Pino Pecchia, studioso della storia del territorio pontino e di quello itrano in particolare, ricostruisce… sia il contesto nel quale si sono svolti gli accadimenti… sia le fasi del conseguente processo celebrato a Napoli… scrive nella prefazione Giuseppe Comparelli… “mentre deplora l’accaduto, diffida dall’utilizzare giustificazioni di parte e offre questa ricostruzione a chi interessa un quadro generale, non reticente, della società del tempo” (Vittorio Esposito).

 

 

LA PROVINCIA 10 luglio 2011 pag.35

Mercoledì il convegno sulla rivolta di Itri

È scontro tra gli storici.

 

Incontro-dibattito a Palazzo Caetani di Fondi, voci polemiche in terra pontina dopo un articolo di Gian Antonio Stella… apparso giovedì sul Corriere della Sera… un articolo certamente di ottimo livello tecnico, ma che non ha mancato di suscitare forti reazioni in terra pontina dal momento che ad alcuni è parso di individuare nell’analisi di Stella una lettura “troppo univoca” ma al contempo poco nitida dei fatti storici. A sostenerlo è lo scrittore Pino Pecchia, che ieri ha scritto direttamente al giornalista del “Corsera”…

Ma oltre alla vis polemica, la tragedia di Itri è capace di suscitare anche l’ispirazione artistica: il regista Gianni Marras infatti lavora all’ipotesi di uno spettacolo teatrale musicale di impegno civile dedicato proprio al drammatico episodio di cento anni fa.

 

 

IL MESSAGGERO – LATINA 11 luglio 2011 pag. 31

 

    ITRI, DUE LIBRI PER CAPIRE

La “Strage dei sardi” cent’anni dopo

 

Cent’anni fa la “Strage dei sardi”. Uno scontro duro e cruento tra la popolazione di Itri e la comunità di immigrati le cui braccia erano state assoldate per costruire la ferrovia Roma-Napoli. Una convivenza difficile tra due pezzi di un’Italia unita da una cinquantina d’anni ma ancora lontana da una reale unificazione di tutte le sue componenti… Lo storico Pino Pecchia, ne scrisse una prima volta in un suo libro del 2003 e ora torna a ricostruire gli eventi con un nuovo lavoro “1911 La Rivolta di Itri” che sarà presentato domani a Fondi a Palazzo Caetani.

Un testo che si basa su testimonianze e ricerche d’archivio le cui conclusioni e la cui ricostruzione dei fatti si scontrano con il contenuto di un altro libro, uscito in questi giorni, a firma di Antonio Budruni. Secondo l’autore sardo, fu la discriminazione verso gli isolani, ritenuti razza inferiore, banditi e comunque da tenere alla larga il vero motivo della strage, fomentata dalla camorra che voleva il controllo della manodopera e del lavoro nella sua zona… insomma motivi razziali all’origine della rivolta. Pecchia però contraddice questa ricostruzione senza gettare colpe né addosso agli itrani né ai sardi, senza dare sentenze ma tentando un’analisi storica della situazione esistente all’epoca supportata da ricerche, testimonianze, documenti lasciando le conclusioni al lettore. Il sindaco e due suoi consiglieri precisa Pecchia, furono assolti dopo mesi di carcere e le forze dell’ordine scagionate dall’accusa di aver parteggiato per gli itrani. Insomma dopo 100 anni, sulla strage de sardi non c’è ancora la parola fine. (G. Cop.)

 

LA PORTELLA – SALOTTO CULTURALE FONDANO

Http://www.laportella.net

Presentazione del testo: 

"1911 - La rivolta di Itri"
Mercoledì 13 luglio 2011 - Ore 18.30 - Palazzo Caetani Fondi (LT)

… Pino Pecchia, a distanza di sette anni, ritorna su di un fatto di cronaca che vide coinvolti, il 12 e 13 luglio del 1911 gli abitanti di Itri, in drammatici scontri con centinaia di operai sardi che lavoravano alla costruzione della Direttissima “Roma-Napoli”. Un libro verità con cui l'autore getta un ponte ideale tra Itri e la terra di Sardegna. Il libro è stato pubblicato per i tipi delle Arti Grafiche Kolbe di Fondi.

 

CANALE7.IT

Emittente TV di Fondi (LT) 11 luglio 2011

A 100 anni dai fatti di Itri si accende il dibattito. E Pino Pecchia risponde al 'Corsera'

Pino Pecchia contro Antonio Budruni. Anzi, meglio: Pino Pecchia contro Gian Antonio Stella, autore della prefazione al saggio di Antonio Budruni “I giorni del massacro. Itri 1911: la camorra contro gli operai sardi”. È del 7 Luglio scorso lo stralcio della prefazione di Stella pubblicato sul “Corriere della Sera” che ha mandato su tutte le furie lo storico itrano (fondano ndr), impegnato da anni a difendere la memoria storica dimenticata di un intero territorio.

Anche Pino Pecchia, infatti, presenterà proprio a Fondi, mercoledì prossimo, il suo libro “1911 La rivolta di Itri. A cento anni da un eccidio”. E più che un semplice incontro sarà la continuazione di questa debacle. Il libro di Budruni citato da Stella rievoca gli scontri tra la popolazione locale di Itri e gli operai sardi che lavoravano alla costruzione della Direttissima Roma – Napoli tra il 12 e il 13 luglio 1911. Nel libro si sostiene che gli itrani, aizzati dalla camorra che accusava i sardi di concorrenza sleale alla manodopera locale, si scagliarono contro gli immigrati dall'isola: durante i disordini, una decina di operai vennero uccisi e molti altri feriti. Nella sua prefazione Stella va giù pesante: “I lettori – scrive - scopriranno pagina dopo pagina una storia agghiacciante. Che rivelerà come la strage di Castel Volturno del settembre 2008, quando sei africani furono assassinati in un eccidio voluto dalla camorra”, per esempio, ebbe “quel lontano precedente con altri «stranieri»: gli immigrati sardi. Di più: questo saggio sul massacro di Itri, rimasto per un secolo praticamente ignoto, conferma che per troppo tempo la storia italiana è stata raccontata non tutta intera, ma a pezzi”.

Ma Pino Pecchia ribatte a tono con una lettera a Stella: Non risponde al vero che solo il Budruni ha scritto della rivolta in 100 anni. I sardi informati che sono in contatto con me, e finanche i sardi discendenti di quelli che lavorarono sul posto e sono rimasti in zona, condividono la ricostruzione che si opera nelle mie pagine. La 'sintesi' che si fa sul libro del Budruni, porta Lei a giudizi sommari: mi riferisco a quello sul Sindaco di Itri e a quello sui carabinieri”. Il Sindaco chiese “al Ministro Giolitti, due mesi prima dei fatti forza militare sul posto per arginare “qualsiasi funesto evento”. Invocazione e presagio del tutto ignorato dal Governo del tempo. Tirare in ballo la camorra senza fonti di prova serve solo a far rumore. L’articolo del Corsera dimentica che sui fatti di Itri ci furono indagini e un regolare processo a Napoli. Il sottosegretario Falcioni, nel rispondere ad interpellanze e interrogazioni parlamentari, escluse qualsiasi responsabilità delle forze dell’ordine. Col mio ultimo libro ho voluto gettare un ponte ideale tra Itri e la terra di Sardegna, dove, mi auguro, possa giungere forte il senso di questa operazione. Mi dissocio dai termini e dallo spirito delle colonne del Corsera – conclude Pino Pecchia - perché lontani dai fatti documentati e dallo stato d’animo maturato a Itri e tra i sardi… Ho stampato il mio volume in una tipografia della mia città e le copie sono state distribuite gratuitamente. Nessun interesse economico, solo la passione.

Quella passione che spesso opera meglio di pagine gridate per vendere qualche copia in più. (Simone di Biasio)

 

 

COMUNE DI FONDI – Il Portale ufficiale del comune di Fondi

 

Fondi 12 luglio 2011                                                                      AGLI ORGANI DI STAMPA

 

A cento anni esatti dai fatti di sangue verificatisi ad Itri durante la costruzione della direttissima Roma-Napoli, il nuovo libro del fondano Pino Pecchia getta nuova luce sui drammatici eventi… per il tramite di una approfondita indagine storiografica… Già nel 2003 Pecchia aveva affrontato, con il saggio storico “I Sardi a Itri”, una prima accurata ricostruzione della vicenda, collocandola nel suo contesto sociale. Nuove testimonianze e materiali d’archivio gli hanno consentito di ritornare sull’argomento per giungere ad una più compiuta indagine storica, che rappresenta ad oggi l’unica ricostruzione effettivamente documentata su quelle tragiche vicende.

L’incontro di mercoledì prossimo sarà utile, infatti, per fare chiarezza in merito ad un recentissimo saggio di Antonio Budruni, accompagnato dalla prefazione di Gian Antonio Stella, entrambi viziati da deplorevoli inesattezze, semplificazioni e giudizi sommari che rischiano di compromettere una visione globale ed equilibrata che ambisce ad una auspicata riconciliazione tra la collettività sarda ed itrana.

 

LATINA OGGI – Quotidiano – 12 luglio 2011

Fondi: Eccidio a Itri convegno

 

Nuova luce sui fatti di sangue verificatisi ad Itri durante la costruzione della direttissima Roma-Napoli. A cent’anni esatti dagli eventi, il fondano Pino Pecchia propone una nuova, approfondita indagine storiografica. 1911 La Rivolta di Itri A cento anni da un eccidio, è il titolo di questo volume, che sarà presentato domani alle 18,30 nel Palazzo Caetani. Interverrà lo scrittore e critico Pasquale Maffeo in qualità di relatore e parteciperanno l’Arcivescovo di Gaeta Fabio Bernardo D’Onorio ed il regista teatrale Gianni Marras… L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Fondi… Pecchia aveva già affrontato la vicenda nel 2003, con il saggio storico I Sardi a Itri. Ed ora nuove testimonianze e materiali d’archivio gli hanno consentito di ritornare sull’argomento per giungere ad una più compiuta indagine storica, che rappresenta ad oggi l’unica ricostruzione effettivamente documentata su quelle tragiche vicende.

 

 

LATINA OGGI – Quotidiano – 13 luglio 2011 pag. 39 Zapping

Presentato stasera a Fondi il libro di Pino Pecchia

                “1911 – La Rivolta di Itri”

Sono trascorsi 100 anni dai tragici fatti di sangue che avvennero ad Itri, durante la costruzione della ferrovia Roma-Napoli… 1911 – La Rivolta di Itri di Pino Pecchia è il libro che ricostruisce la vicenda storica e arricchisce di testimonianze e di materiale di archivio gli eventi, già a suo tempo trattati dallo stesso autore nel saggio “I Sardi a Itri” del 2003. L’attuale volume, edito da Arti Grafiche Kolbe, verrà presentato dallo scrittore e critico Pasquale Maffeo… L’incontro con l’autore sarà l’occasione per ristabilire la verità storica riguardo ad un recente saggio di Antonio Budruni, accompagnato dalla prefazione di Gian Antonio Stella, stampato sull’argomento, e tale da rischiare di compromettere una visione globale ed equilibrata dei fatti e l’auspicata riconciliazione fra Sardi e Itrani. La serata e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, dalla Provincia di Latina e con altri Enti.

 

LATINA OGGI – Quotidiano – 15 luglio 2011 PAG. 32

 

Si è tenuta a Palazzo Caetani di Fondi, la presentazione dell'ultima produzione letteraria dello storico Pino Pecchia: «1911 La rivolta di Itri. A cento anni da un eccidio. Il fatto, il pretesto, il contesto, il processo,il commento» di una ferita che ancora sanguina… L'incontro è stato condotto da Marco Grossi, responsabile relazioni esterne del Comune di Fondi, con un intervento dell'Arcivescovo di Gaeta Fabio Bernardo D'Onorio. Dopo cento anni esatti dalla strage, Pecchia scava ancora sul dramma nel libro pubblicato per Arti Grafiche Kolbe di Fondi. L’opera ha ottenuto il patrocinio del Comune di Fondi in collaborazione con Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, Provincia di Latina, Comune di Itri, Parco Naturale dei Monti Aurunci, Sistema Bibliotecario Sud Pontino e Pro Loco Fondi, e si avvale del sostegno di Banca Popolare di Fondi, Creia e Consorzio Coop Casa Service. Già nel 2003 Pecchia aveva affrontato il tema con il saggio “I Sardi a Itri” ora integrato con nuove testimonianze e materiali d’archivio. Di recente un altro saggio di Antonio Budruni, con prefazione di Gian Antonio Stella, è stato invece considerato viziato da inesattezze.

 

 

LA GAZZETTA DEGLI AURUNCI – Mensile di cultura e politica – luglio 2011

ITRI: OFFENSIVA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA SARDA

 

Il noto giornalista Gian Antonio Stella nel suo percorso di irresponsabile e populista delegittimazione della classe politica italiana ha pubblicato sul Corriere della sera del 7 luglio scorso un articolo di autopromozione in cui si riporta la sua prefazione al libro di tale Antonio Budruni… Con una modalità storiografica del tutto discutibile l’autore con il consenso del prefatore, formula un parallelo tra l’episodio verificatosi a Itri nel 1911… e altri episodi di razzismo… come accaduto di recente a Rosarno… Siamo in presenza di un libro che diffonde una visione offensiva nei confronti degli itrani e completamente erronea ai fatti realmente accaduti… Il paragone assolutamente improprio… è una totale fantasia storiografica funzionale solo al tentativo di perpetrare la leggenda risorgimentale con il vilipendio delle popolazioni meridionali… Se fossero incorsi in un errore in buonafede occorrerebbe spiegare loro che la ricerca storica locale, condotta in particolare su questa vicenda da Pino Pecchia con ben due preziose pubblicazioni (”1911 La Rivolta di Itri del 2011 e “I Sardi a Itri” del 2003) ha dimostrato, documenti alla mano, che il sindaco di Itri si adoperò già due mesi prima dei fatti per richiedere al Governo Giolitti la forza militare sul posto per arginare ”qualsiasi funesto evento”. Ebbene nessun intervento venne predisposto per arginare la situazione… nessuna protezione da parte del governo centrale venne predisposta a favore delle masse di operai sardi in pessime condizioni di lavoro. Il considerare le istituzioni locali colluse con la camorra o con il brigantaggio ha agevolato ieri le istituzioni nazionali a far proseguire lo sfruttamento dei lavoratori sardi e ha consentito a Budruni e Stella di perpetuare una vulgata dei fatti che vuole per forza gli itrani, come tutti i meridionali, associati per delinquere contro il prossimo sardo o africano che sia.

Lo stesso Pecchia in occasione della presentazione del suo 1911 La Rivolta di Itri, svoltasi a Fondi il 13 luglio scorso ha tenuto a precisare: «Ritengo che sardi e itrani siano state vittime in egual misura: un’analisi obiettiva, una lettura razionale, un giudizio storico con adeguato criterio di valutazione contribuirà, in qualche modo, a inquadrare e capire quella dolorosa vicenda. Ho affidato alla passione e all’intelligenza del lettore un possibile responso. Questi sono casi in cui la ricerca non giunge a una sentenza, ma almeno si accosta il più possibile allo svolgimento dei fatti. Mi dissocio totalmente dai termini e dallo spirito del Corsera perché lontani dai fatti documentati e dallo stato d’animo maturato a Itri e tra i sardi, valutando, non occultando, quella triste vicenda di cento anni fa».

Si tratta di una lezione di profondità umana e di equilibrio storiografico che è ben lontano da quello dimostrato dagli autori di ribalta nazionale molto più inclini per ragioni di cassa alla deriva sensazionalistica e per formazione culturale alla faziosità militante. (Giuseppe Cece)

 

 

LATINA OGGI – Quotidiano del 29 luglio 2011 pag. 34

Tam tam su Facebook in vista dell’incontro a Formia.

                    Se Itri contesta Stella

 

ITRI non ci sta a vedere stravolta la storia relativa alla vicenda della prevaricazione dei lavoratori sardi che, nel 1911, impegnati a realizzare la galleria ferroviaria tra Fondi e il sud pontino, si trovarono coinvolti in una serie di tragiche aggressioni che fecero registrare anche la morte violenta di alcuni isolani. È passato un secolo dal fatto di sangue, ma le «ferite» sembrano ancora aperte. Ne è una prova il «tam tam» che in questi giorni si è diffuso su Facebook. Nel mirino una delle più autorevoli firme del giornalismo italiano: Gian Antonio Stella.

L’autore domenica inaugurerà il Teatro Paone. Intervistato da Riccardo Gambino, Stella presenterà il suo ultimo libro, «Vandali», un’inchiesta sull’attuale stato del patrimonio culturale nazionale. Ma ovviamente, per gli itrani, non è questo l’oggetto del contendere, quanto invece la prefazione scritta dal giornalista del «Corriere della Sera» a un recente saggio di un autore sardo, Antonio Budruni, che ha dato una interpretazione dei fatti ritenuta dagli itrani per nulla rispondente al vero. Con Stella e l’autore sardo ha polemizzato anche lo storico itrano (fondano ndr) Pino Pecchia in occasione della recente pubblicazione del suo libro «1911 - La rivolta di Itri. A cento anni dall'eccidio», che ricostruisce la vicenda storica e arricchisce di testimonianze e di materiale di archivio gli eventi, già a suo tempo trattati dallo stesso autore nel saggio «I Sardi a Itri» del 2003.

 

CANALE 7 TV - 14  OTTOBRE 2011

Il concittadino Pino Pecchia si aggiudica il Premio Internazionale Tulliola 2011 per la saggistica.

Brillante affermazione dello scrittore fondano Pino Pecchia. Con il saggio: 1911 La Rivolta di Itri – A cento anni da un eccidio, pubblicato a febbraio di quest’anno, si è aggiudicato il Premio Internazionale Tulliola 2011 per la saggistica.

Una giuria di esperti, presieduta dal critico letterario e saggista Ugo Piscopo, ha valutato le numerose opere di autori provenienti dall’Italia e dall’estero. La premiazione è in programma per martedì 25 ottobre alle ore 16.30 presso il Castello Miramare di Formia.
Nel corso della serata l’Associazione Tulliola ha deciso di rendere omaggio, con medaglia del Presidente del Senato, al Pubblico Ministero della Direzione Antimafia di Napoli Pierpaolo Filippelli, per l’impegno profuso nella lotta alla camorra anche nel Sud Pontino.
Il premio giunto alla XX edizione, diviso per categorie, ha visto 780 partecipanti per la poesia, 120 per il romanzo e 32 per la saggistica, categoria, come dicevamo, vinta dal nostro concittadino Pino Pecchia, cui vanno le congratulazioni della Redazione di Canale7.


 

 LATINA OGGI 20 ottobre 2011 pag. 32

SULLA RIVOLTA DI ITRI

 

PREMIATO IL LIBRO DI PECCHIA

Il volume di Pino Pecchia “La Rivolta di Itri” sarà premiato nel corso della XX edizione del premio letterario Tulliola, il prossimo martedì a Formia. La ricostruzione del fatto di cronaca nera che vide coinvolti i sardi che costruivano la ferrovia, e gli itrani, vincerà il premio saggistica. Un importante riconoscimento per un resoconto storico ancora oggi al centro di diverbi e revisionismi. Pino Pecchia che è tornato sull’argomento a distanza di 8 anni dalla pubblicazione del saggio storico “I Sardi a Itri”, attraverso l’uso di nuove testimonianze e materiali d’archivio, è riuscito a giungere ad una più compiuta indagine storica, che rappresenta ad oggi l’unica ricostruzione effettivamente documentata su quelle tragiche vicende. Uno sforzo storico che è stato adeguatamente riconosciuto dalla giuria del premio internazionale Tulliola. (Salvatore Rizzi)

 

LA PROVINCIA 22 ottobre 2011 pag. 30 + GOLFONEW.com

PREMIO TULLIOLA PER LA SAGGISTICA

Sindaco e assessore si complimentano con Pecchia

 

Il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo e l’Assessore alla Cultura Lucio Biasillo si complimentano con il concittadino Pino Pecchia per l’attribuzione del “Premio Internazionale Tulliola 2011 per la Saggistica”, che sarà conferito allo scrittore fondano martedì 25 ottobre presso il Castello Miramare di Formia.

La giuria di esperti del Premio, presieduta dal poeta e scrittore Ugo Piscopo, ha preso in esame centinaia di opere di autori italiani e stranieri. Il “Tulliola”, giunto alla XX edizione e diviso per categorie, ha visto infatti 780 partecipanti per la sezione Poesia, 120 per quella riservata al Romanzo e 32 per quella della Saggistica.

Pino Pecchia è stato premiato per il saggio “1911 - La Rivolta di Itri. A cento anni da un eccidio”, dato alle stampe alcuni mesi fa proprio nel centenario della tragica ricorrenza dei fatti di sangue verificatisi ad Itri durante la costruzione della direttissima Roma-Napoli.

Formuliamo le più sincere congratulazioni al concittadino Pino Pecchia per il prestigioso premio – dichiarano il Sindaco De Meo e l’Assessore alla Cultura Biasillo –, che unitamente all’apprezzamento della critica e dei lettori rappresenta il giusto coronamento delle sue appassionate e puntuali ricerche. Il suo minuzioso e appassionato saggio sui fatti di Itri, presentato con grande successo anche a Fondi nel Luglio scorso, è solo l’ultimo dei pregevoli lavori che Pecchia ha dedicato alle storie che hanno contribuito a fare la Storia del nostro comprensorio.

 

H24 NOTIZIE - 24 ottobre 2011

 

 FONDI: MARTEDI’ 25 PINO PECCHIA PREMIATO ALLA XX^ EDIZIONE DEL “TULLIOLA” DI FORMIA

di Orazio Ruggieri

 

Un’altra prestigiosa tappa ha segnato l’impegno culturale del ricercatore Giuseppe Pecchia di Fondi, per tutti il popolare “Pino”. Allo storico della città della Piana è andato il premio per la Saggistica, per l’opera “La rivolta di Itri”. La cerimonia di premiazione, che scaturisce dalle deliberazioni adottate dalla giuria del XX Premio Internazionale “Tulliola” il 3 agosto scorso, avrà luogo alle ore 16.30 di martedì 25 ottobre presso il Castello Miramare di Formia.

Saranno presenti i componenti della giuria formata dal presidente il poeta, critico letterario, saggista-polemista, Ugo Piscopo, il presidente onorario, poeta-avvocato Erasmo Magliozzi, la presidente del Premio, poetessa Carmen Moscariello, la scrittrice, critica letteraria Maria Argenziano, il preside-scrittore Silvano Cuciniello, Giuseppe Di Nitto direttore della biblioteca di Napoli, il poeta-preside Michele Graziosetto, il poeta Manfredo Di Biasio.

Oltre ai tanti prestigiosi nomi dei premiati, spicca, come dicevamo, quello di Giuseppe Pecchia, autore, per il settore riservato alla saggistica, dell’opera “1911 – La rivolta di Itri” edito per i tipi delle Arti Grafiche Kolbe di Fondi.

Il suo prezioso contenuto, lungi dal sentenziare teoremi o scomuniche, espone, sulla scorta dei soli documenti scrupolosamente raccolti secondo la più rigida meticolosità empirica del rinomato scrittore, la vicenda, a cento anni dall’accaduto, dello scontro tra la gente di Itri e i manovali, provenienti dalla Sardegna, chiamati a realizzare la galleria ferroviaria che unisce i territori di Fondi e di Itri, lungo la tratta della nascenda direttissima Roma-Napoli.

Pino Pecchia, di origine fondana, ha operato professionalmente a Itri, dove solo qualche hanno fa ha privato la struttura dirigenziale e funzionaria del locale municipio della sua irripetibile consulenza e laboriosità.

… Già preciso regista della visita del Santo Padre, Giovanni Paolo II, nel 1989 sul Santuario della Madonna della Civita, oltre che di tanti eventi che hanno portato il nome e l’immagine del centro aurunco sui piccoli schermi nazionali e internazionali, va detto che il suo crescendo culturale sta suggellando un’attività, autenticamente poliedrica, che prende le mosse dagli anni Cinquanta.

Figlio spirituale di quel don Luigi Bellotti, autista personale e consulente dell’arcivescovo di Gaeta, Mons. Lorenzo Gargiulo, in odore di beatificazione, Pecchia ne ereditò la passione per il sano dinamismo esistenziale e operativo e… tutte le forme di aggregazione promozionalmente intesa all’impiego del tempo libero e alla formazione di giovani, fu un autentico allievo di Luigi Bellotti, nel quale le doti di magister vitae per tanti giovani erano suffragate da una competente preparazione pedagogica e da una convinta adesione ai principi del Vangelo predicato innanzi tutto con l’esempio fulgido di un’esistenza spesa al servizio della Verbum predicato da Cristo.

 

GAZZETTA DEGLI AURUNCI – Novembre 2011 pag. 5 Cultura /Attualità

 

“PREMIO INTERNAZIONALE TULLIOLA” A PINO PECCHIA

di Giuseppe Cece

 

“La rivolta di Itri” è valsa al noto scrittore Pino Pecchia, fondano di origini, ma cittadino onorario di Itri, l’attribuzione del “Premio Internazionale Tulliola” nel settore saggistica. Lo scorso 25 ottobre presso il Castello Miramare di Formia la prestigiosa giuria della XX edizione del “Premio Internazionale Tulliola di narrativa, poesia e saggistica” nel motivare l’assegnazione dell’importante riconoscimento ha riconosciuto come Pino Pecchia che già nel passato ha pubblicato saggi a carattere storico che hanno riguardato la storia di Itri, con questo pregevole lavoro fa chiarezza su un episodio tragico che interessò un crimine controverso su cui molto si discusse. Con la ricerca di documenti preziosi, da quelli giuridici, a quelli giornalistici, con testimonianze documentate e fotografie dell’epoca rende giustizia a un fatto doloroso proponendo un sottile ed acuto riesame dei fatti accaduti.

L’impegno letterario di Pino Pecchia nel disseppellire dalla palude del tempo i fatti che portarono alla “Rivolta di Itri” contro gli operai sardi che lavoravano alla realizzazione della linea ferroviaria Roma-Napoli, trova, dunque, una ulteriore conferma del suo elevato livello di approfondimento e di importanza sistematica nella ricostruzione delle vicende storiche locali. Di certo è grazie all’opera infaticabile di persone come il Pecchia che queste terre aurunche possono ancora oggi esprimere un punto di vista sul proprio passato ed evitare che esso sfugga al nostro patrimonio culturale per subire l’usurpazione di superficiali ed avventurose ricostruzioni storiche che proprio nel caso della vicenda dell’improprio accostamento operato da un giornalista di fama nazionale tra i fatti di Itri e il recente caso di Rosarno, un macroscopico errore storico e storiografico rispetto al quale l’opera di Pino Pecchia si pone quale invalicabile baluardo della verità storica e dell’orizzonte culturale itrano e più propriamente aurunco.

 

 

 

 

 

FOTO: PRESENTAZIONE A ITRI - 26 febbraio 2011

 

Le foto di Itri sono di  Vincenzo Bucci, Damiano Macone e Raffaele Fabrizio.

 

FOTO: PRESENTAZIONE A FONDI - 13 luglio 2011

 

 

Le foto di Fondi sono di Egidio Daniele.

 

FOTO: PREMIO INTERNAZIONALE PER LA SAGGISTICA TULLIOLA 2011

FORMIA 25 ottobre 2011

Le foto del Premio Tulliola sono di  Mario Piccolino, Vittorio Pecchia e Davide Manzi.

 

 

I contenuti di questa pagina (escluse le foto) possono essere parzialmente utilizzati per uso di studio e ricerca citando la fonte.

©Pino(giuseppe)Pecchia

www.visitaitri.it

pecchiapi@tiscali.it